Via Accursio è forse una delle vie meno conosciute di Firenze e per chi non sapesse dove si trova, è quella che collega Via San Felice a Ema, con Via Senese e fa angolo a metà percorso con Via Borgonovo, sede dello stadio della Rondinella. Fino al 2009 poteva essere percorsa nei due sensi per tutta la sua lunghezza, poi con l’amministrazione Renzi, qualcuno deve avere pensato che arrivare troppo facilmente in Via Senese era fascismo (la scusa, ormai universale, con cui in Italia, non si vuole che si faccia qualcosa, oppure usata per squalificare qualcuno o qualcosa), quindi l’utilità di questa comoda scorciatoia è stata limitata.

Via Accursio, costeggia alcune splendide ville immerse tra i pini, i cui proprietari devono essere abbastanza importanti, se per consentire il rifacimento del muro di cinta di una di queste, si può transennare la strada bloccandola sine die.

Il disagio è iniziato a gennaio di quest’anno, quando sono comparsi cartelli e transenne. La motivazione dello sbarramento era un fantomatico cantiere della Publiacqua, ma i lavori non sono mai iniziati e dopo un paio di giorni le barriere sono state buttate di lato dai passanti senza troppe cerimonie rimanendo così, fino alla fine di aprile, quando qualcuno ha ben pensato di bloccarle con dei picchetti, capaci di scoraggiare il più determinato dei passanti.

Anche superare il blocco a piedi si rivela disagevole, ma che importa? Intanto i muratori hanno cominciato, con somma lentezza, a scrostare il muro ed a portare in loco, una carriola con qualche sacca di cemento.

C’è una data di fine lavori? No. C’è l’indicazione di un committente? No. Ci sono le obbligatorie indicazioni di sicurezza che devono essere esposte in ogni cantiere? No. Tutto è avvolto nel mistero e, lasciatecelo dire, nel solito arbitrio con cui i responsabili della mobilità a Firenze, chiudono da un momento all’altro strade importanti per la circolazione in modo da consentire traslochi e/o rifacimenti di facciate, come ben sanno gli abitanti del centro, abituati da sempre a questa gestione estremamente privatistica di un concetto molto pubblico come la libertà di circolare, financo sotto casa propria. E’ un po’ la stessa mentalità, per cui anni fa si recintò ed affittò il Ponte Vecchio, per un raduno di auto sportive, la stessa mentalità con cui sedicenti associazioni di commercianti, bloccano strade come Via Romana, o Via Gioberti, per le loro manifestazioni, noncuranti del fatto che Firenze, non è solo una città di turisti e sfaccendati. Il caso di Via Accursio, è certamente meno grave, ma resta pur sempre emblematico. A Firenze, sembra vigere la regola del “fine lavori mai”, soprattutto se i lavori li fa qualche personaggio che magari gode di buone amicizie in Palazzo Vecchio. Certo a pensare male si fa peccato, ma come disse un certo Giulio Andreotti spesso ci si azzecca.

Articolo e Ph. di Giuliano Fresi

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