Un nuovo weekend di manifestazioni contro il green pass e le politiche del governo Draghi, anche in Liguria. Si inizia a La Spezia, con il corteo organizzato da Forze Popolari, con partenza alle 17,45 da Piazza Cavour l’antica Piazza del Mercato e arrivo alle 19 in Piazza Verdi. Questa manifestazione, è stata caratterizzata da slogan e canti non solo contro il green pass, ma anche contro lo stato di emergenza che ormai sta per raggiungere il traguardo dei due anni e contro i rincari di benzina, gasolio e bollette. Al termine del corteo, discorso del leader di Forze Popolari, Luca Locci, che ha messo in discussione l’approccio dogmatico alla scienza, con le sue contraddizioni, i conflitti di interesse e la psichiatrizzazione del dissenso, contenuta in un articolo del settimanale Salute di Repubblica intitolato “Nella testa di un No Vax”. Scenografica conclusione della manifestazione con la piazza che ha cantato all’unisono “Il mio canto libero” sulla scalinata del Palazzo delle Poste.

Sabato 30 a Genova, altra manifestazione, stavolta organizzata da Comitato Liberi Cittadini, Libera Piazza Genova e Giustizia Sociale, sigle che si sono unite nel Comitato Nuova Resistenza. Punto forte della manifestazione genovese, è stata la presenza di Stefano Puzzer, il più famoso esponente dei portuali triestini e fondatore del Coordinamento 15 ottobre, accolto dalla folla presente, come un leader. Nell’occasione è stata siglata una sorta di alleanza, tra i portuali di Genova e quelli di Trieste.

Puzzer, proprio nella manifestazione di Genova, ha annunciato una “novità” in serbo per oggi martedì 3 novembre, per quanto riguarda la protesta senza tuttavia rivelare nulla. La vera forza del movimento, ha sottolineato, è l’imprevedibilità ed il fatto che lo Stato, abbia a che fare con un fenomeno sociale nuovo e forse inaspettato: una saldatura delle proteste contro il green pass in sé, con quelle relative alle condizioni del lavoro e più in generale all’organizzazione politica della società.

Il peso dello sciopero del porto di Trieste, che continua nonostante il silenzio dei grandi giornali e dei telegiornali dopo lo sgombero, è stato sottolineato dall’altro suo collega intervenuto e non a caso, proprio a Genova, persiste un presidio dei lavoratori del Terminal Psa, a Voltri.

Alla manifestazione sono poi intervenuti anche Leonardo Sinigaglia, leader di Libera Piazza, alcuni studenti e lavoratori di altri settori, giunti anche dalla Toscana, oltre ad esponenti del gruppo Giustizia Sociale.

Alle 17, è poi partito il lungo corteo, che da Piazza Matteotti, ha raggiunto Piazza De Ferrari, attraversando il lungomare e parte del centro, con la presenza anche di una delegazione di ferrovieri con tanto di striscione.

Col passare del tempo, queste manifestazioni tendono ad essere sempre più partecipate con la presenza costante dei lavoratori portuali fulcro della protesta presente anche una delegazione da La Spezia e ad avere, a differenza di quanto accadeva all’inizio, soggetti ben definiti che cercano di unirsi in una rete per costruire una sorta di nuova opposizione non solo al green pass ma più in generale a uno stile di governo, basato sull’emergenza permanente e sulla prevalenza della tecnocrazia sulla politica.

Il tutto mentre la “sorpresa”, annunciata a Genova, per oggi da Stefano Puzzer, per il proseguo di questa campagna di protesta, si è concretizzata con un tavolino in Piazza del Popolo, a Roma, sul quale il portuale triestino resterà seduto ad oltranza, in attesa della visita di Mario Draghi e del suo Governo. Si tratta indiscutibilmente di qualcosa di innovativo, nella scena delle proteste in Italia, che deve far riflettere i politici sul fatto che essi sono, secondo i dettami costituzionali, al servizio del Popolo e non i padroni di quest’ultimo.

Articolo e Ph. Andrea Macciò

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