Enrico Rossi, ex presidente della Regione Toscana, è sotto inchiesta per presunte irregolarità nella rendicontazione delle spese elettorali per la sua rielezione nel 2015.

Rossi per il quale la Procura di Firenze, ha chiesto il rinvio a giudizio, sul quale si deciderà il 20 maggio, avrebbe secondo le accuse, omesso di dichiarare finanziamenti elettorali per 600mila Euro. Ma a far sospettare gli inquirenti sarebbe anche l’origine di quei finanziamenti elargiti dall’associazioe “Eccoci Toscana ci siamo” nella quale figurava ai vertici, il capo di gabinetto dello stesso Rossi. In pratica secondo la tesi accusatoria, il non dichiarare quel finanziamento, avrebbe permesso ad Enrico Rossi, di eludere la norma del tetto di spesa per la campagna elettorale, fissato dalla Legge e per questo, tra gli indagati vi è anche il suo mandatario elettorale responsabile legale di tale rendicontazione. La notizia, giunta, a quanto pare inaspettata, ha subito infiammato l’ambiente politico con l’opposizione di centrodestra all’attacco. Le parole più dure sono state quelle di Francesco Torselli Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale, che ha invitato la Regione Toscana, a valutare la possibilità di costituirsi parte civle, in un’eventuale processo contro Rossi, ed il Sindaco di Signa a revocargli il mandato da Assessore allo Sviluppo Economico. Sinceramente troviamo eccessive queste polemiche e particolarmente fuori luogo la richiesta alla Regione, di costituirsi parte civile. Per motivi di diritto e di metodo. Per quanto riguarda il diritto, infatti giova ricordare che siamo solo nella fase preliminare dell’inchiesta, che potrebbe anche chiudersi il 20 maggio con un’archiviazione, senza contare che non si vede per quale motivo la Regione dovrebbe costituirsi parte civile, dal momento che trattasi di una questione di finanziamenti privati ad un candidato, non di appropriazione indebita di fondi regionali. Sul metodo, invece, troviamo discutibile, il garantismo a senso unico, da qualsiasi parte politica provenga. Insomma chi scrive, non ha mai lesinato critiche anche dure, all’operato politico ed amministrativo di Enrico Rossi, ma da qui a condannarlo tout court, per una vicenda che rispetto a tante altre che si sentono in giro appare sinceramente secondaria, ce ne corre. Se poi l’opposizione vuole cavalcare politicamente la tigre di Rossi, per attaccare la Giunta Regionale, di Eugenio Giani ovviamente è libera di farlo, ma crediamo che questa strategia non porti da nessuna parte in termini di consensi, anzi potrebbe ritorcersi contro, a meno che non si voglia arrivare a dire che le elezioni del 2015 siano state inficiate direttamente da quei finanziamenti, ma ci sembra una tesi difficile, se non impossibile, da sostenere.

Luca Monti

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