Abbiamo ricevuto da un tassista fiorentino, che si è firmato come tale, una lettera aperta nella quale, egli espone, alcune considerazioni sull’abusivismo presente nella nostra città, particolarmente nel campo delle professioni legate al turismo, che tutti sappiamo essere la colonna portante dell’economia fiorentina. Ecco il testo della lettera aperta del tassista fiorentino: “Carissimi lettori, provate a vendere sigarette o alcolici o qualsiasi prodotto su cui lo Stato ha interessi in ballo, su una pubblica piazza. In poche manciate di minuti, probabilmente vi trovereste circondati da ogni tipo di organo di polizia. Verreste immediatamente fermati, vi sarebbe sequestrata la merce esposta e sareste denunciati penalmente, per aver esercitato una attività senza autorizzazione dello Stato. Se invece provaste a prendere una vettura elettrica da golf, vale a dire, una di quelle macchinine denominate golf cart ed iniziaste a fare il trasporto pubblico tipo taxi o NCC abusivamente, magari aggiungendo anche una conoscenza approssimativa della città di Firenze, per fare la guida turistica abusiva potete in questo caso stare tranquilli che non verrebbe nessuno a controllare spontaneamente, nemmeno un poliziotto, nemmeno un vigile! Questo perché il diritto privato non vale nulla per lo Stato, mentre il diritto pubblico è assolutamente intoccabile. Ora mi domando e domando ai lettori, perché un tassista, un noleggiatore o una guida turistica devono sottostare a questa ingiustizia e sopportare di veder rubare e svilire dagli abusivi le proprie attività e professionalità, senza che lo Stato se ne occupi e li difenda come difenderebbe se stesso?”

Questa lettera aperta del tassista fiorentino, deve far riflettere, specialmente chi di dovere, sulla funzione sociale del lavoro e sulla sua etica, perchè non si può permettere un lavoro senza regole, solo per garantire un reddito a tutti. Occorre uscire da questa logica levantina dell’arte di arrangiarsi, che se poteva andare bene nel dopoguerra, in un’economia in espansione ed ancora relativamente semplice, non può più funzionare, in un mondo completamente diverso da quello di sessanta anni fa, che deve premiare e mettere in risalto meritocrazia, capacità imprenditoriale e professionalità di ciascun operatore economico.

Luca Monti

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