Il cimitero monumentale di Staglieno, a Genova, anche se a molti lettori sembrerà macabro e probabilmente strano, è meta di visite turistiche soprattutto dalla vicina Francia, perchè ricco di monumenti funebri particolari. Tra l’altro vi è anche la tomba di Giuseppe Mazzini, uno dei padri della Patria Italiana, nonchè uno dei primi fautori filosofici dell'”Europa dei Popoli”, come lui amava definirla. Oggi tuttavia, non ci occuperemo della tomba di Mazzini, ma dei sepolcri monumentali di Staglieno, dedicati ai caduti delle varie Forze Armate, visto che il 2 giugno tradizionalmente si svolge la sfilata dei corpi militari, lungo i Fori Imperiali a Roma. Senza voler dare una classifica di importanza, perchè tutte le specialità militari, danno il proprio contributo, in guerra ed in pace iniziamo col sepolcro dedicato ai Paracadutisti.

A seguire i Carristi.

Gli Aviatori.

I Bersaglieri.

I Genieri.

I Volontari Liguri.

Gli Autieri.

Gli Artiglieri.

I Vigili del Fuoco.

I Carabinieri.

I Marinai.

I caduti in Russia.

Gli Alpini.

La Polizia.

La Polizia Municipale di Genova.

Gli Istriani Fiumani e Dalmati.

Ma Genova, è anche città cosmopolita per eccellenza, essendo stata una delle Quattro Repubbliche Marinare, quindi ha esportato ovunque la propria cultura della quale va giustamente fiera, ecco quindi che ha voluto celebrare, con un monumento funebre “I Canterini”, vale a dire coloro che hanno fatto conoscere la musica genovese e ligure nel mondo.

Parlando di cantanti genovesi, non può mancare la cappella De Andrè, nella quale riposa l’indimenticabile Fabrizio.

E dalla canzone passiamo al teatro con la tomba di famiglia di Gilberto Govi, ritenuto il fondatore del teatro dialettale genovese e considerato uno dei simboli di questa città.

E per finire questa breve carrellata sul cimitero monumentale di Staglieno mostriamo le tombe di due donne, la prima delle quali, è quella di Flavia Steno giornalista e scrittrice di romanzi d’appendice, molto popolare agli inizi del ‘900.

L’ultima tomba che illustriamo oggi, è veramente particolare, perchè non si tratta del sepolcro di un’esponente femminile di una famiglia illustre, ma della Signora Caterina Campodonico, che visse in modo misero, col commercio ambulante di noccioline e collanine artigianali, riuscendo tuttavia a mettere da parte i soldi necessari, per farsi ricordare con questo monumento funebre, realizzato da Lorenzo Orengo, nel 1881. Ci dicono che il monumento alla “Venditrice di Noccioline”, come è conosciuto a Genova sia tra quelli più visitati, nel cimitero di Staglieno, anche dalle generazioni più giovani.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

Leave a Reply

  • (not be published)