L’Onorevole della Lega, nonchè Sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, ha emesso un duro comunicato stampa in relazione alle affermazioni negazioniste sulle foibe, del rettore dell’ Universita’ degli Stranieri di Siena. Ecco il testo del comunicato: “Chi calpesta le foibe e la memoria di migliaia di Italiani trucidati dai comunisti titini non può ricoprire ruoli pubblici. Un rettore che si appresta a guidare un ateneo pubblico non può ignorare leggi, osannare chi insulta il Presidente della Repubblica e pensare di passarla liscia dopo aver ridotto a “falsificazione storica” il giorno del ricordo. Dispiaciuto del silenzio sulla vicenda da parte di PD e M5S, in particolare per quello del segretario del PD Letta, al quale riconoscevo fino a ieri un minimo di onestà intellettuale ma evidentemente mi sbagliavo. Conte ovviamente non pervenuto e figuriamoci … Se proprio non dovesse esserci un sussulto di dignità dal quale far scaturire le proprie dimissioni (cosa rara a sinistra) mi auguro che per Montanari, chi di dovere non giri la testa dall’altra parte ed intervenga.”

Tommaso Montanari

Ultimamente si stanno moltiplicando le gaffes clamorose, di esponenti della cultura toscana legati al Pd. A pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni a favore dei talebani, di Nura Musse Ali, membro della Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana nominata dal Pd, infatti, arriva la dichiarazione negazionista delle foibe, da parte del Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, che ha scatenato una inevitabile polemica politica, forse ancora più forte di quella provocata da Musse Ali. Per chiedere le dimissioni dell’avvocatessa di origini somale infatti è sceso in campo il leader leghista Matteo Salvini, mentre per chiedere quelle del Rettore, Tommaso Montanari si è scomodato addirittura come abbiamo visto il Sottosegretario all’Istruzione, che ha una valenza ufficiale ben maggiore di quella del segretario di un partito per quanto importante esso sia. Secondo qualche osservatore, queste ripetute gaffes, di esponenti culturali, vicini al Pd, non sarebbero tuttavia casuali, ma rientrerebbero in un disegno politico, teso a mettere in difficoltà, il principale partito della Toscana, in vista delle elezioni suppletive, proprio a Siena, che vedono candidato Enrico Letta. A sdoganare, sia pur indirettamente, quest’ipotesi è stata, anche la decisione avallata evidentemente dallo stesso Letta, di correre a Siena, senza il simbolo del Pd, che in Toscana, rappresenta da solo una sorta di garanzia di vittoria, oltre alle dichiarazioni dello stesso segretario del Pd riguardo le sue dimissioni dalla politica in caso di sconfitta alle suppletive. Se poi a questa strana rinuncia ad un simbolo vincente aggiungiamo l’improvvida sortita di Eugenio Giani, contro i no vax estremamente divisiva del corpo sociale, ecco che quest’idea, per quanto essa appaia bizzarra, potrebbe essere invece vicina alla realtà. Insomma chissà che dietro queste strane manovre politiche di fine agosto, non vi sia ancora una volta la manina di Matteo Renzi, per una replica del famoso “Stai sereno Enrico”? Al posto di Letta visto tale precedente, faremmo gli scongiuri!

Luca Monti

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