Stanno manifestandosi, in tutta la loro gravità, gli effetti, in ambito sportivo della partecipazione di atleti transessuali alle competizioni femminili. Già in linea di principio tale partecipazione non è ammissibile, non per discriminare gli atleti transessuali, ma semplicemente perché, le loro origini biologiche, li rendono fisicamente più forti delle atlete nate donne e questo squilibra le competizioni a totale vantaggio dei transessuali. Ma la situazione si complica e potrebbe portare a conseguenze tragiche, negli sport da combattimento. Non si possono sopportare infatti, scene come quelle della foto che ritrae, a sinistra l’atleta transessuale Fallon Fox, e sulla destra i risultati lasciati sul volto della sua ultima avversaria donna, Tamikka Brents.

L’incontro di MMA tra Fox e Brents è durato solo 5 minuti, sufficienti a ridurre la donna in tal modo, indegno di una competizione sportiva leale e sicura e molto più simile ad un’aggressione da strada. A quanto ci risulta Fallon Fox, oltretutto ex membro dei corpi speciali della marina Usa, quindi una sorta di macchina da guerra, avrebbe già ridotto in tal modo, due avversarie, prima della Brents. Ma la cosa più grave è che una rivista Lgbt statunitense, abbia premiato Fox, come “atleta più coraggiosa del 2020”. Semplicemente incredibile ed assolutamente incivile, questa menzione di coraggio per un’atleta, che per la sua natura biologica, non potrà mai essere sconfitta dalle donne, ma anzi potrà solo massacrarle come, appunto già successo. Ecco quindi che diventa prioritario da parte delle federazioni sportive, proibire ad atleti transessuali di scontrarsi con le donne. Ma soprattutto, occorre una forte presa di posizione delle atlete donne, che devono trovare il coraggio di boicottare tali incontri specialmente in sport nei quali si rischiano gravi conseguenze fisiche, prima che ci scappi la vittima, in quello che, a nostro avviso, non potrebbe non essere catalogato ex post, come vero e proprio femminicidio sia pur mascherato da competizione sportiva.

Luca Monti

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