Oggi è il 7 aprile, giornata europea contro la commercializzazione della salute, Istituita nel 2014, per contrastare l’eccessiva privatizzazione dei servizi sanitari. Approfittando di questa giornata il Comitato Diritti per Disabilità, ha deciso di fare il punto sulla situazione della sanità in Italia, con un comunicato stampa.

Ecco il testo del comunicato: “Oggi è il 7 aprile giornata europea contro la commercializzazione della salute. Come Comitato Diritti per Disabilità, vogliamo fare il punto della situazione del Servizio Sanitario Nazionale, nel nostro paese. Indubbiamente, la pandemia ha avuto ed ha, effetti devastanti principalmente a causa dei tagli appunto, al Sistema Sanitario Nazionale, alle speculazioni e al malaffare che vigono da decenni. Questo è l’effetto della gestione di chi governa il paese di un servizio essenziale per la cittadinanza. Prosegue, infatti, malgrado tutto, lo smantellamento della sanità pubblica, che si concretizza principalmente nella carenza di personale che risale a ben prima dell’emergenza covid e che oggi viene aggravato col taglio di 6 Miliardi di Euro, dalla spesa sanitaria pubblica, mentre se ne investono ben 38 nella spesa militare. In Toscana, il taglio alla spesa sanitaria sarà di circa 300 Milioni di Euro: quante assunzioni, quanti ambulatori per la medicina territoriale si potrebbero realizzare con queste risorse?
La cronica carenza di personale mette in seria crisi il funzionamento dei servizi e dei presidi sanitari e socio-sanitari, sia territoriali che ospedalieri, oltre a creare una situazione insostenibile per gli operatori, con turni raddoppiati, carichi di lavoro insostenibili e ricorso allo straordinario. A tutto questo, aggiungiamo il peggioramento delle condizioni di vita delle persone non autosufficienti, in particolare di quelle residenti nelle strutture RSA, RSD e RSP che negli ultimi due anni si sono trasformati in veri e propri luoghi di segregazione. L’impossibilità per noi familiari, di accedere in queste strutture e di poter abbracciare i nostri genitori anziani, figli, o fratelli e sorelle disabili, è una violazione dei diritti umani ed una violazione del diritto alla salute dei nostri stessi familiari, perché la tutela della loro affettività e delle loro relazioni sociali è parte integrante della loro terapia. I governi degli ultimi due anni e lo stesso Governo Draghi, stanno usando la scusa della pandemia per sospendere diritti costituzionali e per limitare l’agibilità dei cittadini, tra cui il diritto a controllare quello che accade negli ospedali e nelle strutture sanitarie e a denunciarne i relativi problemi. Questa limitazione della nostra agibilità, si combina con i vincoli di fedeltà aziendale con cui le ASL provano a zittire i lavoratori che denunciano quanto accade nelle strutture ospedaliere. Morale della favola, spesso si stende una coltre di silenzio a garanzia dell’arbitrio dei direttori sanitari.
Per tutti questi motivi, è importante organizzarsi: il nostro comitato chiama quindi i cittadini a non rimanere in silenzio, ad associarsi, a collettivizzare i propri problemi e a trovare insieme soluzioni per farvi fronte. Occorre che nascano molti altri comitati di salute pubblica, come già ce ne sono in Toscana, che si uniscano alle altre organizzazioni popolari presenti sul territorio e che si occupano non solo di sanità, ma anche di difesa dell’ambiente, della scuola, del diritto al lavoro. Fermiamo la privatizzazione del servizio sanitario nazionale e la negazione del diritto alla salute perché la salute non è una merce, come dovrebbe insegnarci la giornata di oggi, nata nel 2014, proprio per combattere la mercificazione della sanità pubblica nei Paesi dell’Unione Europea.”

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