Ieri, 15 giugno, era la festa dell’Artiglieria e come ormai d’abitudine, il Generale di Brigata, Nicola De Nicola, primo presidente del Consiglio AssoArma Firenze, ha diramato un comunicato stampa, nel quale ricorda questa specialità dell’Esercito, attraverso le vestigia storiche ed artistiche della nostra città. In quest’occasione, il Generale De Nicola, ci porta al Bargello. Ecco il testo del Generale: “Il nome Bargello, deriva dal tardo latino barigildus, che significa torre fortificata o castello, diventando poi nel medioevo, il titolo attribuito al Capitano di Giustizia o del Popolo, che era il comandante militare della polizia dell’epoca, che veniva scelto tra persone straniere, così da non essere coinvolto in dispute di parte ed era incaricato di mantenere dittatorialmente l’ordine durante le rivolte. Proprio nel cortile del Palazzo Bargello, oggi museo, sono presenti e visibili a tutti, due superbe espressioni della maestria e della tecnica che contraddistinguono l’arma dotta. Si tratta di due cannoni in bronzo capolavori della bottega fucina di Cosimo Cenni, che operò alla massima espressione artistica tra il 1620 ed il 1640. I due cannoni si chiamano Falcone e San Paolo. Sul Falcone che fu elaborato nel 1620, Il periodico “La Croce Pisana” del 30 maggio 1890, riporta: “Un cannone mediceo è stato trasportato questi giorni al Palazzo del Bargello, proveniva da Tunisi e doveva essere fuso; trattandosi di oggetto di importanza storica il Governo fu consigliato dal Commissario delle belle arti ad acquistarlo e collocarlo in Firenze accanto al cannone di San Paolo. “Il Falcone”, fu forgiato dal celebre fonditore fiorentino Cosimo Cenni e ricorda la scoperta dei quattro satelliti di Giove compiuta nel 1610, da Galileo Galilei: nel finimento della culatta ha in bassorilievo una stella grande attorniata da quattro stelle minori, nel corpo si vede lo stemma mediceo e sotto, la croce dei Cavalieri di Santo Stefano”. Il colossale cannone San Paolo, al quale si riferiscono tutte le immagini, invece fu lavorato nel 1638, commissionato, come si legge dall’iscrizione, dal Granduca Ferdinando II de’ Medici, per la fortezza di Pisa.

Si presenta con un corpo cilindrico, percorso da fasce con diversi decori: motivi fitomorfi, palmette, grifoni, panoplie e figure tratte dal repertorio antico, mentre due leoni modellati a tutto tondo trattengono una sfera con le zampe e sull’affusto campeggia lo stemma mediceo.

Sulla culatta, invece si aggetta con espressione severa, la bellissima testa barbata di San Paolo, dalla quale il cannone prende il nome.

L’opera costituisce uno dei vertici, raggiunti dal maestro Cosimo Cenni, nella decorazione delle artiglierie, che con la loro sontuosità e bellezza dovevano contribuire all’esaltazione del potere militare.”

Luca Monti

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