Il 18 aprile scorso, mentre Botero si accingeva a compiere i novant’anni, il giorno successivo, moriva ad 83 anni, un altro grande, anche se controverso protagonista dell’arte del secolo scorso, Hermann Nitsch.

Nel 1962, Nitsch fu il cofondatore a Vienna, insieme a Otto Muhl ed Adolf Frohmer dell’Azionismo viennese, un movimento artistico estremo, che, cercando di superare il drippismo di Jackson Pollock e di portare la pittura oltre il cavalletto, arrivò ad utilizzare il sangue animale per realizzare le opere d’arte. Per questo il pittore austriaco, nel 1974 venne arrestato ed espulso dall’Italia, dopo una sua esposizione a Napoli, presso la galleria di Peppe Morra, che oggi nella città partenopea ospita un museo dedicato proprio ad Hermann Nitsch. Certo l’uso del sangue animale per le opere d’arte appare sconvolgente, e per certi versi lo è davvero, ma è paradossale che nella società odierna, ci si scandalizzi per le opere d’arte realizzate col sangue animale, quando si continuano ad alimentare guerre, non solo in Ucraina, ma in tante altre zone del mondo, con la fabbricazione e la vendita di armi, che fanno versare molto sangue non solo animale, ma anche umano. In ogni caso, forse per il famoso fascino del proibito, non sono mancati e non mancano, gli emuli di Hermann Nitsch, tra i quali segnaliamo Hypnos, artista romano che si firma con tale pseudonimo e che è arrivato a realizzare la propria opera “Michael’s Gate”, col proprio sangue, per firmarla, così sostiene, col primo Dna rendendola la prima opera d’arte infalsificabile, ben prima degli Nft, o certificati digitali, che hanno la stessa funzione. Hypnos, sembra aver ottenuto successo con la propria idea, se si considera che le quotazioni di “Michael’s Gate”, si aggirano intorno ai 10Milioni di Euro, insomma, non proprio noccioline. Da questo si capisce tutta l’importanza artistica di Hermann Nitsch.

Luca Monti

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