L’agosto 2021, sarà ricordato nel mondo dei fumetti, per la scomparsa di due grandi protagonisti dello stesso e per le quotazioni in costante aumento di alcuni albi rari. Il 13 agosto scorso, infatti, è deceduto ad 89 anni, Enzo Facciolo, che sin dal 1963, praticamente agli inizi di quel fumetto, disegnava Diabolik, dando agli albi di quel personaggio l’immagine grafica che ancora oggi li caratterizza.

A seguire, il 16 agosto, la stampa nipponica, ha dato la notizia della morte del 78enne Masami Suda, creatore di Ken Il Guerriero, che sarebbe però avvenuta il primo agosto, ma stranamente passata sotto silenzio per appunto quindici giorni.

Si tratta, insomma di due veri mostri sacri del fumetto, maestri delle rispettive scuole di questa arte, perchè il fumetto, non è solo un passatempo da ragazzi, ma una vera e propria arte appunto, che spazia dal disegno all’animazione, alla sceneggiatura insomma una sorta di trasposizione del teatro su carta. Proprio come nelle opere teatrali, infatti ritroviamo nel fumetto, tutte le situazioni che possono verificarsi nella vita ed i sentimenti che esse provocano nell’animo umano addirittura sublimati rispetto al romanzo letterario, dall’utilizzo dell’onomatopeia, vale a dire quelle strane scritte che identificano i suoni dal classico “bang” di uno sparo, all'”ouch” che esprime il dolore per un colpo ricevuto. E forse, proprio per questa peculiarità, il valore degli albi rari, è in costante aumento. Senza andare a guardare negli stati Uniti, dove le quotazioni sono davvero mostruose, grazie all’abitudine americana di ingaggiare aste praticamente su tutto e restando quindi nel nostro Paese ecco una panoramica di alcune quotazioni di fumetti rari editi in Italia.

Iniziamo con gli albi de “L’uomo Ragno” pubblicati tra il il 1990 ed il 1993 che valgono, indipendentemente dal titolo 150 Euro.

Il numero 1 del 1986 di Dylan Dog, invece, intitolato “L’alba dei morti viventi”, è quotato 200 Euro.

Gli albi de “L’Audace”, pubblicati tra il 1934 ed il 1944. hanno una quotazione di 400 Euro.

L’ultimo numero, il 216 della serie dedicata a Zio Paperone, malgrado sia recente, arriva alla cosiddetta soglia psicologica dei Mille Euro.

L’albo di Zagor, intitolato “La foresta degli agguati”, vale, ben 1200 Euro.

Arriva a 2mila euro, invece il primo numero del “Corriere dei Piccoli”, del 1908 venduto in abbinamento col quotidiano “Il corriere della Sera”.

I numeri di “Topolino” del 1949, valgono 2500 Euro.

Ma torniamo a Diabolik, perchè il numero 1 del 1961, intitolato “il re del terrore”, è anche il re del mercato essendo arrivato a toccare la quotazione di ben 3600 Euro attualmente la più alta per un fumetto italiano, che comunque non ha niente a che vedere con la dipartita di Enzo Facciolo, che come abbiamo visto, entrerà nella casa editrice Astorina, solamente due anni dopo, nel 1963 e non è stato quindi il disegnatore del numero 1 del fortunato fumetto. Forse è proprio una sorta di mistero sul disegnatore di quel primo numero ad averne creato il mito. Angelo Zarcone, infatti soprannominato “Il Tedesco”, per la sua carnagione chiara ed il suo abbigliamento simile a quello balneare dei turisti tedeschi a Rimini, sparì letteralmente nel nulla dopo aver consegnato le tavole alla casa editrice Astorina, il che fa pensare che avesse utilizzato uno pseudonimo.

Di Zarcone rimangono solo due ritratti, realizzati dall’altro disegnatore della casa editrice Astorina, in quel periodo, Brenno Fiumali, che aveva conosciuto personalmente Zarcone, e che alla scomparsa di quest’ultimo disegnò la copertina proprio di quel numero 1, oggi così costoso.

Luca Monti

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