Riccardo Heusch, Presidente della Commissione Traffico e Mobilità dell’ACI di Livorno, ha diramato un comunicato stampa nel quale critica il progetto di realizzazione da parte del Comune labronico, della pista ciclabile Tre Ponti – Sale. Ecco il testo del comunicato: “Giusto il tempo di illuderci circa la visione meno invasiva sulla circolazione automobilistica, relativa al primo tratto di Viale Italia, che arriva la notizia che l’Amministrazione Comunale, ha scelto come itinerario per il tratto di pista ciclabile, il lato mare del tratto Bellana – Acquario. Una scelta intelligente, suggestiva ed in armonia con lo spirito green, dell’utente ciclista. Parlavo di illuderci infatti visto che per il tratto Tre Ponti – Sale, si è deciso che la buona idea di passare dal lato spalletta, usata una volta, non potesse essere più adottata. Non capiamo, infatti, il motivo per cui alla Bellana, si può passare sul limitare terra – battigia e dai Tre Ponti al Sale, no. Mistero. Togliere carreggiata alle auto, pare essere una vocazione di questa Amministrazione, che non ha remore a dire, tramite l’Assessore Cepparello che i livornesi devono cambiare stile di vita. Apprezziamo molto il termine “devono”, che dimostra una mentalità aperta al dialogo ed alla comprensione delle parti. Inutile che l’Assessore Cepparello, ripeta ad ogni incontro che non ha nulla contro gli automobilisti, sarà anche vero, ma nei fatti non lo dimostra. Il rendere la vita difficile agli utenti della strada non deve per forza, impedire, di fatto, l’uso dell’auto, che adesso è diventato praticamente impossibile. Strade larghe trasformate in viottole, itinerari assurdi, giusto per far disorientare l’automobilista, vedi viabilità del quartiere Ardenza. E di biciclette che secondo quest’impostazione, dovrebbero farla da padrone, purtroppo se ne vedono pochissime in giro e stando ai dati l’uso della bicicletta a Livorno, è limitato ad un 6.6% e vorremmo sapere di questa esigua pletora di ciclisti, quanti vanno con il velocipede per lavoro e non piuttosto per svago. A lavoro infatti i livornesi vanno, o dovrebbero andare tutti i giorni, mentre per svago in bicicletta ci vanno in pochi e di rado. E Per accontentare questi pochi, che per giunta raramente usano le piste ciclabili, anche dove esistono, scontentiamo tutti gli altri? Ma ritornando al tratto di pista ciclabile Tre Ponti – Sale, si dice che per realizzarla verranno sacrificati 150 posti auto, ma che se ne sono trovati 200 in zone limitrofe. Bene, per questo reperimento, non si potevano trovare prima, visto il gran bisogno di parcheggi nella zona specialmente nel periodo estivo? Ed ancora la pista ciclabile nuova porterà turismo, su quali studi si basa questa asserzione? E se fosse vero quali infrastrutture troverebbe il turista? Assolutamente nessuna, non un bar, non un servizio igienico, nulla, ma i turisti che dovrebbero venire sono persone “rustiche” vanno in bicicletta quindi si adattano. L’idea poi della pista ciclabile sul Romito è una perla da Vernacoliere. Sempre la Cepparello dice che molti livornesi, ne hanno richiesto la realizzazione, anche se si rendono conto delle difficoltà per la realizzazione. Vorremmo sapere di quali associazioni fanno parte e quanti sono. Ed ancora ci chiediamo perché, il nostro quotidiano locale, così attento alle esigenze dei cittadini, non abbia mai fatto cenno circa questa reiterata richiesta. Nel vago e nel vasto tutto è reperibile. Intanto giusto per dovere di cronaca, non vediamo frotte di utenti della ciclabile su Via Galilei. I motorini parcheggiati infatti, la dicono lunga sull’apprezzamento degli studenti e di come questi abbiano abbandonato il deprecabile uso del motorino, per accostarsi con spirito ecologico all’uso della bicicletta. Vorremmo sapere se le simulazioni effettuate dai tecnici della mobilità, hanno dato lo stesso risultato della cruda realtà, che si è rivelata un sonoro fiasco, con particolare riferimento alla zona retrostante il vecchio ospedale militare ed a Via Zola, una zona che godeva di una certa tranquillità di flussi automobilistici, limitati più che altro ai residenti e che adesso viene utilizzata per raggiungere la zona San Marco, una volta raggiungibile agevolmente da Via Galilei, l’intervento sulla quale, ha pregiudicato l’instabile equilibrio di flussi di mezzi in Piazza della Repubblica. Comunque sia, ora che la pista ciclabile di Via Galilei è entrata in pieno esercizio, vorremmo sapere il numero di biciclette che ne usufruiscono e gli orari di massimo utilizzo. Speriamo che l’ufficio dell’Assessore alla Mobilità, sia in grado di fornici questi dati.”

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