Le categorie economiche, iniziano ad alzare la loro voce, contro la situazione, a dir poco disastrosa delle principali arterie viarie della Toscana. La superstrada Firenze/Pisa/Livorno, infatti rischia di essere chiusa, perlomeno ai tir, vista la situazione di stallo, dei lavori di ripristino del tratto fra Lastra a Signa e Ginestra danneggiato alla fine dell’inverno scorso dal crollo del muro di sostegno di una delle due carreggiate, il cui movimento franoso sembra continuare, visto il continuo aprirsi di voragini lungo il cantiere, anche nelle scorse settimane.

Ovviamente le associazioni di categoria degli autotrasportatori, hanno già dichiarato la loro contrarietà all’idea di un obbligo di transito per i tir, sull’Autostrada Firenze/Mare, che implicherebbe un aumento dei costi per le aziende che dovrebbero sostenere un pedaggio aggiuntivo. Il timore, inoltre è che i costi aggiuntivi possano far aumentare il prezzo delle merci trasportate, che sarebbe dunque scaricato sui clienti finali, innescando un circolo vizioso, che in un momento di aperta crisi economica come questo, non sarebbe alla lunga sopportabile. Così come non risulta accettabile l’ipotesi che sta circolando in certi ambienti politici, di una messa a pedaggio della stessa Firenze/Pisa/Livorno, che non presenta assolutamente caratteristiche di sicurezza che ne giustifichino il pagamento. Il secondo fronte che si è aperto, riguarda l’Autostrada del Sole, con la decisione di chiudere il casello di Impruneta, per oltre due mesi, per permettere lo svolgimento di lavori sulla carreggiata, con ripercussioni anche sulla superstrada Fienze/Siena, con tempi di percorrenza in entrata ed in uscita dalla stessa, molto più che raddoppiati. In questo caso a prendere posizione, sono state le associazioni imprenditoriali del Chianti territorio a vocazione turistica, che si vede tagliato fuori dalla viabilità principale proprio nel periodo estivo. Insomma la situazione della viabilità in Toscana, appare sempre più drammatica, ma la Regione tace come se volesse ignorare il problema. Ma quanto potrà durare questo silenzio? Insomma, Eugenio Giani, se c’è, dovrebbe battere un colpo ed iniziare a pianificare il futuro infrastrutturale della Toscana, anche se ci rendiamo conto, che per un politico che in trent’anni di carriera, non è riuscito a pianificare neanche lo sviluppo aereoportuale di Firenze, si tratta di una missione pressoché impossibile.

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