La protesta di svariate associazioni economiche, svoltasi ieri pomeriggio di fronte a Montecitorio, sta diventando un caso politico. Si trattava, infatti, di una delle ormai consuete, quasi quotidiane manifestazioni di operatori economici, ridotti allo stremo, che chiedono solo di poter finalmente ripartire con le loro attività, per lasciarsi alle spalle, questo annus horribilis. Tra le sigle presenti in piazza vi erano: Italexit, Vox Italia, e l’ormai immancabile #ioapro, che, in qualche modo rappresenta Firenze essendo l’azione di disobbedienza civile di questo gruppo di ristoratori partita dalla nostra città, oltre ad un folto gruppo di rappresentanti del mondo delle palestre. Non poteva mancare poi Vittorio Sgarbi, l’unico politico che, a parer nostro sta veramente impegnandosi per far ripartire l’economia del Paese, attraverso la sola misura possibile oggi, la riapertura totale di tutte le attività. Ma non è questo il punto politico di ieri, quanto la degenerazione della manifestazione, da pacifica a violenta, avvenuta proprio dopo il termine dell’intervento di Sgarbi.

Su questo aspetto le dinamiche degli scontri non sono chiare, e qualcuno, l’avvocato Carlo Taormina, ad esempio ha dichiarato alla stampa: “Qui non si tratta di essere di destra o di sinistra, ma solo di essere cittadini arrivati alla disperazione. Non ho valutato di buon grado le repressioni effettuate dalle forze di Polizia, in questo frangente, la situazione è grave, la tenuta sociale è al collasso». Da registrare poi il fermo, proprio a seguito degli scontri di ieri del leader del movimento #ioapro, Momi, che gli è costato una denuncia a piede libero che va a sommarsi alle precedenti beghe giudiziarie da lui accumulate solo per la propria azione di protesta. Insomma, non vorremmo trovarci davanti al tentativo di “decapitazione” manu militari, dei movimenti spontanei di protesta, alfine di “sconsigliare” le manifestazioni scomode. Per fortuna però, vi è anche stato, ieri, il gesto distensivo da parte delle Forze dell’Ordine, di togliersi i caschi, al quale, soprattutto, hanno fatto immediatamente seguito, i comunicati stampa di due Sindacati di Polizia che riportiamo di seguito e che, sia pur con toni diversi, sottolineano l’impossibilità di continuare su questa linea chiusurista, senza scatenare rabbia e rivolta sociale.

Si tratta di una presa di posizione politica delle due organizzazioni sindacali di Polizia, che non può e non deve, essere ignorata dal palazzo. In fondo se finora la politica si è nascosta per combattere quest’emergenza, dietro il paravento del fantomatico Comitato Tecnico Scientifico che sta portando la nave Italia, a sbattere sugli scogli, replicando il naufragio della Costa Concordia, potrebbe benissimo aggrapparsi all’ancora di salvezza che le sta gettando un altro Comitato Tecnico Scientifico, quello delle organizzazioni sindacali di Polizia, che esattamente come prescrive la “scienza”, stanno misurando la temperatura sociale del Paese, non all’ingresso dei negozi e degli uffici, ma nelle piazze, e la stanno trovando pericolosamente alta. Insomma, cari (poco) onorevoli rappresentanti che sedete, ben retribuiti sui vostri scranni, datevi una mossa e cambiate la rotta, prima che per l’Italia sia naufragio e bancarotta (fraudolenta a causa vostra).

Luca Monti

Leave a Reply

  • (not be published)