Continua a far rumore, non solo in senso fisico, la movida notturna che ormai si è spalmata su quasi tutte le aree del centro. Ad alimentare la polemica politica, è soprattutto il caso di Santo Spirito, dopo la vera e propria manifestazione non autorizzata di venerdì scorso, durante la quali un centinaio di giovani, gravitanti nell’ambito dei centri sociali, ha danneggiato le strutture di arredo urbano messe a protezione del sagrato della chiesa.

Santo Spirito, dopo quell’episodio e’ stata di fatto guardata a vista dalle Forze dell’Ordine nelle notti di sabato e domenica ed il fenomeno della movida si è dunque spostato in altre piazze. La polemica comunque come detto, non si è fermata e Palazzo Vecchio, è attaccato su due fronti. Da un lato, infatti, le opposizioni politiche, con Fratelli d’Italia attraverso i Consiglieri Comunali, Cellai e Draghi e la Lega, con il Consigliere Comunale Bussolin, contestano alla Giunta la decisione di non aver considerato la loro proposta di una cancellata al posto delle fioriere danneggiate venerdì scorso.

Dall’altro lato, invece a farsi sentire sono i comitati dei Cittadini, che chiedono al Sindaco Nardella, misure più drastiche ed incisive per risolvere il problema della movida. Non abbiamo risparmiato critiche in passato al Sindaco, né le faremo mancare in futuro, ma in questo caso, vorremmo spezzare una lancia a suo favore. Per quanto riguarda la cancellata di Santo Spirito, infatti non è nel potere dell’Amministrazione Comunale, la sua realizzazione, necessitando, per la stessa di un nullaosta da parte della Soprintendenza che non sembra orientata a concederlo, a nostro avviso con ragione, perché una cancellata deturperebbe in modo marcato la splendida facciata brunelleschiana della basilica agostiniana.

Ecco quindi che prendersela col Sindaco per responsabilità non sue equivale, secondo noi, ad una mera speculazione politica, non alla ricerca di una possibile soluzione ad un problema. Ed anche i comitati sbagliano, perché sono tutti vittime della logica della “Nimby”, acronimo che in inglese significa “non nel mio giardino di casa”. Si tratta di una logica egoistica ed estremamente divisiva, perché anch’essa, al pari della speculazione politica, non ricerca una soluzione del problema, ma si limita a teorizzarne lo spostamento in altre piazze. Insomma basta che io residente nella piazza x, sia tranquillo, poi se nella piazza y, si scatena il caos, non è affar mio. Ma è chiaro che così facendo si innesca solo una sorta di gioco dell’oca della movida, che si sposta da una casella, a quella successiva, senza soluzione di continuità. Dunque cosa si potrebbe e si dovrebbe fare per risolvere il problema? Premesso che non abbiamo la bacchetta magica, riteniamo che l’approccio al problema sia sbagliato e che anziché limitarsi a respingerlo, vada finalmente capito e gestito.

Non possiamo continuare infatti a criminalizzare i giovani, che vogliono spesso solo divertirsi, insistendo anche mediaticamente su aspetti marginali quali l’assenza di mascherine o l’assembramento, concetto di per se’ autoritaristico, che non fa altro che esacerbare gli animi di ragazzi, ai quali è stata negata ogni forma di socialità, da oltre un anno, ma dobbiamo cominciare a proporre un modello vero di divertimento diverso e più rispettoso delle esigenze altrui. Ad esempio perché non provare a coinvolgere i locali, nell’organizzazione di tornei di giochi di società vecchio stile oppure di presentazione di libri, magari abbinate a degustazioni gastronomiche a tema, come antidoto alla monocultura del bere alcolici? E soprattutto perché non si reprimono i comportamenti sbagliati individuali con sanzioni anche pesanti quali ad esempio il fermo del veicolo per una settimana, in caso di ubriachezza molesta ? Insomma la formula giusta, potrebbe esser un mix tra comprensione del fenomeno con il coinvolgimento di educatori e psicoterapeuti specializzati, di educazione ai giovani da questo derivante, di incentivi ai locali a cambiare impostazione e di repressione dei comportamenti individuali.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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