Giuseppe Lavalle, responsabile per Pisa e provincia, della Lega Abolizione Caccia, ha preso posizione sul proliferare di cinghiali che stanno causando incidenti e problemi da qualche tempo a questa parte, soprattutto tra il pisano e la costa livornese. Lo stesso Lavalle, è stato protagonista, la settimana scorsa, di un incidente causato proprio da un cinghiale che gli ha tagliato la strada ed è stato investito, finendo, insieme al veicolo nel fosso dal quale era sbucato.

Da noi intervistato Giuseppe Lavalle, ha detto: “Troppi incidenti, provocati dai cinghiali, si stanno verificando sulle strade del territorio pisano precostiero, tra i quali purtroppo uno ad agosto, che più o meno dove è capitato a me, sulla Via Livornese, tra Cenaia e le Quattro Strade, ha visto morire un giovane scooterista ed un altro la scorsa settimana, con sei cinghiali che hanno attraversato la superstrada Firenze – Pisa – Livorno, coinvolgendo due auto in transito sulla stessa fortunatamente senza fare vittime, ma la tragedia è stata davvero evitata per un soffio. Eppure malgrado i cinghiali, siano spesso la causa di questi incidenti, noi come Lega Abolizione Caccia, siamo contrari alla soluzione del problema, proposta dalla Regione Toscana, che prevede in sostanza il loro abbattimento massivo, tanto da essere definito nei piani guida un eradicamento di questi ungulati, che suona come un invito a cacciarli ovunque ed in qualsiasi stagione. Ma a beneficiare di questo abbattimento massivo sarebbero proprio i cacciatori, che a nostro avviso sono i responsabili del proliferare dei cinghiali. So che può sembrare paradossale questa mia affermazione, ma si basa sulla mia conoscenza personale del mondo venatorio, del quale ho fatto parte, in passato proprio come cacciatore. Il problema maggiore, infatti è rappresentato dal cosiddetto foraggiamento, che non a caso, nel diritto è passato da reato amministrativo a delitto penale. Il foraggiamento consiste nel lasciare del cibo a disposizione degli animali selvatici, non solo i cinghiali. Questo porta ad una maggiore migrazione dei selvatici, attirati da questo cibo, peraltro spesso non adatto ai loro organismi e molto spesso nei luoghi del foraggiamento sono in agguato i cacciatori. Siccome può succedere che a restare uccisa dai cacciatori sia la “matrona” del branco, questo porta le altre femmine ad andare in estro, con un aumento della riproduzione, che va evidentemente a tutto vantaggio dei cacciatori stessi. Le soluzioni alternative all’eradicazione dei cinghiali, che noi proponiamo, invece, sono semplici e poco costose. La prima, è il coinvolgimento attivo dei Cittadini nel monitoraggio ambientale e nella sorveglianza boschiva, alla ricerca delle aree di foraggiamento, che ripetiamo è un reato penale, per portare come detto, alla graduale diminuzione della riproduzione dei cinghiali. La seconda è la messa in sicurezza dei luoghi, sempre gli stessi, più o meno, nei quali avvengono gli incidenti che coinvolgono cinghiali, attraverso la realizzazione di brevi sottopassi stradali, o la costruzione di muri di contenimento tra il bosco e la carreggiata. Occorre poi, intervenire sul fronte culturale, organizzando eventi di formazione dei giovani per impedire che continui a passare il messaggio generazionale dei cacciatori adesso per fortuna in netta diminuzione rispetto agli anni ’70 ed ’80, che vedeva i nonni od i babbi, passare il fucile ai bambini, peraltro reato penale per fargli sparare alla preda. In questo senso troviamo diseducativo il post sui social dell’europarlamentare Pietro Fiocchi, che durante una missione istituzionale è andato a caccia in Bulgaria, uccidendo un daino, peraltro neanche al primo colpo ed ha postato la foto, descrivendo l’adrenalina provata nell’uccisione dell’animale. Insomma, non può passare nella nostra società, un messaggio che invita ad uccidere un essere vivente, perchè dall’animale, si può passare, in soggetti fragili mentalmente, ad un essere umano.”

Luca Monti

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