Mr Arbitrium, la statua, alta sei metri ed opera di Emanuele Giannelli, scultore romano ma trapiantato a Seravezza, che da un paio di giorni sorregge il lato della basilica di San Lorenzo rappresenta finalmente un segno di discontinuità con la politica delle mostre temporanee nelle piazze fiorentine, che hanno sempre, tranne rari casi, privilegiato i grandi nomi, a discapito della reale qualità delle opere esposte.

Innanzitutto, apprezziamo il posizionamento di Mr. Arbitrium che lascia libera la visuale della facciata, con una sorta di rispetto reverenziale per la stessa, che non si riscontrava da anni, a Firenze, specialmente in Piazza della Signoria, le cui perfette geometrie architettoniche, venivano deturpate da statue talmente informi e deformi da essere inclassificabili dal punto di vista stilistico e poco gradevoli da quello estetico. Ma a piacerci, di questa scultura, oltre al rispetto per il contesto in cui si è inserita, è il messaggio che la stessa vuole mandarci. Col suo sostenere la basilica di San Lorenzo, che rappresenta il cuore pulsante di Firenze, infatti, Mr.Arbitrium, ci invita a non mollare, a resistere alle avversità che in questo momento storico sono particolarmente pesantianche per la nostra città. Ma attenzione perché non si tratta di un sostegno e di una resistenza passivi, frutto di abitudine e rassegnazione, ma di un atteggiamento propositivo, frutto dunque di un’azione concreta come dimostrano gli occhiali da saldatore del gigante, che rappresentano, con un tocco neofuturista, la decisione di riparare un danno mettendosi subito al lavoro.

E forse, sia pur inconsapevolmente, anche i fiorentini, che hanno degnato Mr. Arbitrium, della loro ironia, vergata su carta gialla, hanno colto questo lato positivista della scultura.

Non a caso viene, infatti, citata la Torre di Pisa come se si riconoscesse al gigante di Giannelli la capacità di poterla davvero raddrizzare. Insomma Emanuele Giannelli, ha colto nel segno e ci auguriamo che finalmente anche l’arte contemporanea si raddrizzi a Firenze, uscendo dagli schemi tortuosi del politicamente corretto.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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