Il castello sta per crollare”, “Abbiamo già vinto”, “La nuova Norimberga è iniziata”, “Porteremo milioni di persone in piazza a Roma”. Quante volte le persone contrarie alle misure restrittive per la pandemia, hanno sentito ripetere queste formule retoriche dalla cosiddetta “controinformazione”.

Si iniziò nell’autunno 2020, prima dell’assalto di Capitol Hill, di dicembre, quando in Italia e in altri paesi c’erano persone convinte che Trump, riprendendo il potere in un modo o nell’altro, sarebbe sbarcato sul litorale laziale evocando il famoso sbarco di Anzio del 1943 per destituire Giuseppe Conte: la famosa “operazione tempesta”. Una sorta di versione neocon, della retorica dell’esportazione della democrazia, resa ancora più improbabile dal fatto che Trump, sia stato eletto con lo slogan “First America” rivendicando una politica estera di tipo isolazionista. Nell’inverno 2020, i nuovi salvatori della patria che ci avrebbero liberato da ogni limitazione furono i ristoratori e gli esercenti aderenti a “Io Apro” che annunciarono per il 15 gennaio 2021, la riapertura serale di bar, ristoranti e discoteche. Precisando che molti ambivano a “riaprire in sicurezza” rispettando le regole dei Dpcm su mascherine, distanziamenti e indagine se i commensali fossero congiunti in caso di gruppi superiori a sei, la serata del 15 gennaio si rivelò un flop colossale. Solo una piccola parte proseguì nella protesta sfociando poi nel movimento politico omonimo guidato dal ristoratore pesarese Umberto Carriera. Con l’avvento del green pass, nell’estate 2021, l’Italia si è arricchita di nuovi salvatori della Patria, che puntualmente annunciavano la rivoluzione prossima ventura sui social. Iniziò il 1° settembre 2021, un gruppo raccolto intorno al canale Telegram “Basta dittatura”, annunciando l’occupazione delle stazioni per protestare contro l’obbligo del certificato sanitario verde su treni a lunga percorrenza. Si presentarono una decina di persone in media nelle città maggiori. Eppure, in Italia nel 2005 la stazione campana di Montecorvino-Rovella, fu bloccata una decina di giorni per conflitti locali legati alla gestione dei rifiuti, e i treni diretti in Calabria, vennero dirottati sulla linea adriatica. Il 27 settembre 2021, sempre sui social, fu annunciato un maxi-sciopero dei camionisti contro il green pass, che avrebbe bloccato l’Italia, costringendo il governo a fare marcia indietro. Che cosa accadde realmente? Qualche rallentamento in Veneto e sulla Bologna-Taranto mentre sui profili social dei “dissidenti”, giravano video del tradizionale raduno dei camion a Carmagnola. Il mito dei camionisti ritorna qualche mese dopo, quando i colleghi canadesi costrinsero per qualche giorno il premier Trudeau alla fuga. Peccato che del “convoy for freedom” in Italia non se ne vide traccia. Con la fatidica data del 15 ottobre, i nuovi eroi del dissenso diventano i portuali di Trieste, guidati da Stefano Puzzer, ai quali si aggiunsero negli stessi giorni quelli di Genova e di altre città. Quello di Trieste, fu l’unico momento nel quale forse il governo percepì che il dissenso diffuso contro il green pass sul lavoro avrebbe intralciato i suoi programmi per i mesi successivi. Ma l’azione di forza che disperse il presidio dopo pochi giorni e i draconiani provvedimenti contro le manifestazioni, del neorieletto sindaco di centrodestra Roberto Di Piazza, sbollirono questa fiammata. E oggi, anche della “gente come noi non molla mai” non c’è quasi più traccia, dopo qualche mese di partecipazione alle manifestazioni genovesi e triestine. Da un paio d’anni, ci sono poi due figure ricorrenti nell’universo “no pass”, che ogni tanto promettono di demolire il famoso “castello”: il generale Pappalardo, quello che nel 2016, organizzò l’arresto simbolico del politico di Forza Italia, Osvaldo Napoli. Si tratta di un uomo dal curriculum politico molto complesso, che annuncia periodicamente che il “castello” potrebbe crollare grazie a una serie di denunce penali contro Conte, Draghi e i ministri, e Nicola Franzoni, che numerose volte ha annunciato che avrebbe portato “milioni di persone in piazza a Roma”. È accaduto in realtà una sola volta, il 9 ottobre 2022, il giorno del noto assalto alla sede della Cgil, opera di alcuni soggetti vicini a Forza Nuova e che è stato utilizzato per screditare come “fascista”, un movimento di piazza che di fatto stava riempiendo il vuoto politico dell’opposizione parlamentare. Ricordiamo peraltro che Nicola Franzoni, è stato arrestato e ci risulta sia tuttora detenuto per i fatti di Roma, pur non essendo fisicamente presente agli stessi, quel giorno, appunto il 9 Ottobre 2022. Uno dei più fervidi sostenitori del “castello che sta per crollare”, è poi il Cardinal Viganò, che il 25 giugno 2022, dichiara tramite il blog “La Cruna dell’Ago”, di Cesare Sacchetti, che l’élite globalista avrebbe fallito il suo piano di great reset e decretato la fine, a suo parere, della farsa pandemica. Teorie che sentiamo ripetere da un paio d’anni, mentre l’Europa proroga di un anno il green pass, anche se attualmente “sospeso” e l’Italia, proroga ad libitum le mascherine nei mezzi di trasporto, nelle strutture sanitarie e sui luoghi di lavoro privato. Lo stesso Viganò, nel marzo 2020, a quella che oggi definisce “la farsa pandemica”, ci credeva, visto che affermava che si tratta di una punizione divina per il peccato di sodomia e per i matrimoni gay. Abbiamo poi una vastissima serie di influencers, che fanno il pieno di visualizzazioni su youtube, da Michele Giovagnoli, al direttore d’orchestra Andrea Colombini, inventore dello slogan “abbiamo già vinto” candidato a Lucca, con una lista “no green pass”, per poi dare indicazione di voto per il candidato del centrodestra tradizionale, che da almeno un anno, girano le piazze delle città italiane grazie ad “eventi” organizzati dal canale 100 Giorni da Leoni. Qualcosa che ricorda più uno spettacolo che un’azione di opposizione politica. Per non parlare di tutta quella controinformazione, che diffondendo notizie non verificate o improbabili fa esattamente il gioco della controparte che pretende di combattere. Allo stato attuale, possiamo affermare ragionevolmente che il castello è saldamente in piedi. L’allentamento estivo delle restrizioni anti-Covid e la sospensione del green pass, si accompagnano a una serie di “emergenze minori”, dalla peste suina prima in Piemonte e Liguria, e oggi anche in Umbria e a Roma, al “vaiolo delle scimmie”, lanciato dai media come nuova possibile pandemia per sgonfiarsi in pochi giorni, all’emergenza siccità. Un problema che da molti anni caratterizza le estati italiane, anche con razionamenti idrici in zone come la riviera ligure e il Salento, ma che oggi si appresta a produrre l’ennesimo stato di emergenza nazionale che si aggiunge a quello per la guerra in Ucraina, con l’Italia, che è l’unico paese della Nato ad averlo. In ogni caso il bollettino medico delle 18, arriva, ancora puntuale tutti i giorni. Non intravediamo nessuna fine della “farsa pandemica” quello emergenziale, è un nuovo paradigma. Se non lo si contesta dalle fondamenta, è inutile criticarne singole parti. La convinzione che “il castello stia per crollare” e che un deus ex machina qualunque: Trump, i camionisti, i ristoratori, i portuali, Putin, Viganò, Franzoni e la lista potrebbe continuare all’infinito, avrebbe liberato il Paese dalla “dittatura sanitaria”, senza bisogno che le persone muovessero un dito, una specie di rivoluzione dal divano, ha contribuito a depoliticizzare profondamente il dissenso e impedire che questo si organizzasse in forme che potessero essere veramente incisive. La creazione di “eventi rivoluzionari”, di tipo puramente mediatico e social, come quello dello sciopero dei camionisti del 27 settembre, è stata perfettamente funzionale ad impedire alle persone contrarie alle “misure di contenimento”, di riprendersi in mano la propria vita da soli e anche a creare una stanchezza che ha minato la fiducia nelle nuove opposizioni politiche. Per concludere, ricordiamo che la contro-informazione di tipo strettamente sanitario si è rivelata quasi sempre interna alla narrazione pandemista, limitandosi a rovesciare lo stigma dell’untore sui vaccinati. Una contro-informazione seria, è possibile, senza vendere illusioni e riconoscendo la natura prettamente politica, finalizzata a un controllo sempre più ossessivo dell’individuo e allo smantellamento della democrazia liberale e formale come la conoscevamo, e non sanitaria della situazione iniziata nel 2020 e nella quale siamo tuttora immersi anche se nella fase della ricreazione estiva.

Riferimenti e fonti:

Cesare Sacchetti, “Mons. Viganò: l’élite globalista ha fallito il suo assalto”, 25 giugno 2022, La Cruna dell’Ago – Cesare Sacchetti (lacrunadellago.net)

A, Scali “Coronavirus, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò: è conseguenza di sodomia e matrimoni gay, www.tpi.it, 1° aprile 2021

Io Apro: 15 gennaio 2021 ristoranti aperti, come funziona la protesta (bresciatoday.it). Articolo non firmato

Sciopero dei camionisti del 27 settembre 2021 per green pass, ma è un raduno di autotrasportatori (bufale.net), articolo non firmato

100 Giorni da Leoni / La Battaglia per la verità, sito dove è possibile ricostruire gli eventi ai quali partecipano regolarmente una serie di esponenti della contro-informazione

Andrea Macciò

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