C’era molta attesa, ieri, da Christie’s, a New York, per la “21st Century Art Evening Sale”, che vedeva come lotto principale l’opera di Jean – Michel Basquiat, intitolata “La colpa dei denti d’oro”, che partiva da una base d’asta di 40 Milioni di Dollari. Si tratta di un’opera tra le più grandi di Basquiat essendo alta 2,40 metri e lunga più di 4 metri. Realizzata nel 1982, durante un viaggio in Italia, appartiene a un gruppo di otto dipinti creati dall’artista a Modena. Il 1982, è considerato l’anno migliore per Jean – Michel Basquiat proprio grazie a quelle otto opere modenesi, che rappresentano un cambiamento palpabile, nella sua espressione artistica, facendolo conoscere al grande pubblico dell’epoca. L’opera in asta ieri, rappresenta un omaggio di Basquiat, alle proprie origini haitiane, raffigurando al centro del dipinto, Baron Samedi, una delle figure chiave della cultura Voodoo dell’isola caraibica, una sorta di guardiano della soglia dell’aldilà.

Ci si attendeva per “La colpa dei denti d’oro”, un risultato d’asta, intorno agli 80 Milioni di Dollari, visto che nel maggio del 2016, “Untitled”, altra opera di Basquiat, di quel periodo raggiunse, sempre da Christie’s a New York, la cifra di 57,3 Milioni di Dollari. Invece l’asta di ieri, si è fermata a 42,7 Milioni di Dollari, cifra importante, certo, ma appena sopra la base di partenza e quindi si può definire un mezzo flop. Ma restando al legame fra Basquiat e l’Italia, potrebbe forse essere da riscrivere la storia artistica di questo grande pittore. E’ di pochi giorni fa, infatti, la notizia, che un espositore alla fiera dell’antiquariato di Arezzo, alla ricerca di pezzi interessanti, avrebbe comprato, per 30 Euro, da un rigattiere cittadino, una piccola opera, che potrebbe essere, appunto di Jean – Michel Basquiat. Se risultasse autentica, cosa non facile da verificare, dovendola far repertare dalla fondazione dell’artista a New York, vorrebbe dire che il geniale artista avrebbe dipinto, a Modena, molte più opere delle otto conosciute e oggi valutate cifre milionarie ed averle vendute sul posto, per poche Lire magari per pagarsi il costo del viaggio e del soggiorno in Italia, visto che all’epoca non era ancora famoso e considerando le ridotte dimensioni del dipinto rinvenuto ad Arezzo, testimoniate dalla foto che segue, che stonano con quelle monumentali delle otto, fin qui conosciute.

Tornando alla casa d’aste Christie’s di New York, quest’ultima, avrà domani sera, la possibilità di rifarsi del mezzo flop del’incanto di Basquiat, con la serate dedicata alla: “The Cox Collection: The Story of Impressionism”, nella quale sono proposti in vendita lotti con opere di Caillebotte, Cézanne, Monet, Redon, Sisley, Vuillard, ma soprattutto tre dipinti di Van Gogh, tra i quali, le aspettative maggiori sono per “Meules de blé”, acquerello trafugato dai nazisti, la cui storia è stata ricostruita dalla famosa casa d’aste, che ha ricordato, illustrandola nel catalogo, la complessità dei casi di restituzione e le perdite dovute alla persecuzione nazista delle famiglie ebree, spesso proprietarie di importanti collezioni d’arte, che includevano, appunto anche dei nomi famosissimi quale Van Gogh, come in questo caso.

L’opera che, come da titolo raffigura dei covoni di grano, è stimata 20-30 Milioni di Dollari, ma le aspettative della casa d’aste, sono di arrivare ad un nuovo record mondiale, sempre che non faccia un mezzo flop, come “La colpa dei denti d’oro”, di Basquiat, anche se, ovviamente, i due artisti non sono assimilabili, nè per periodo, nè per stile, nè per mercato.

Luca Monti

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