Come tutti sanno, ogni domenica di Pasqua, a Firenze, si svolge lo Scoppio del Carro, un rito legato, appunto, alle celebrazioni pasquali. Ma cosa significa questo rito e quali origini ha? Prima di rispondere a questa domanda, facciamo la cronaca del volo di domenica scorsa, che è stata molto positiva in quanto la colombina, ha fatto un volo praticamente perfetto a parte il ritorno di fiamma del materiale pirotecnico nei pressi del Brindellone, che ha causato un piccolo principio d’incendio, subito domato dai Vigili del Fuoco. Dal volo della colombina passiamo al sorteggio delle due semifinali del Calcio in Costume, che quest’anno saranno Azzurri – Bianchi e Rossi – Verdi.

Espletata la cronaca della Pasqua 2022, veniamo alla storia di questo rito che risale addirittura, alla prima crociata. Secondo la tradizione, che sconfina ovviamente nella leggenda, Pazzino dè Pazzi, sarebbe stato il primo guerriero cristiano ad entrare nella Gerusalemme, ancora occupata dai musulmani scavalcandone le mura il 15 luglio del 1099. Per rendergli onore per quel gesto di valore militare Goffredo di Buglione, comandante della prima crociata e primo re del neocostituito Regno di Gerusalemme donò, a Pazzino dè Pazzi, tre schegge del Santo Sepolcro, che vennero riportate a Firenze e conservate prima nel palazzo di famiglia dei Pazzi e poi nella chiesa di Santa Maria Sopra Porta in Mercato Nuovo poi rinominata San Biagio, oggi sconsacrata e sede di una biblioteca comunale, accanto al Palagio di Parte Guelfa. Alla sconsacrazione della chiesa di San Biagio nel 1785, le preziose reliquie del Santo Sepolcro, furono trasferite nella vicina chiesa dei Santi Apostoli, dove sono tuttora esposte e visibili, insieme alla colombina. Il rito del fuoco, che viene acceso con il sistema dello struscio su una delle tre pietre, che, infatti, sono anche dette pietre focaie, risale anch’esso alla prima crociata quando lo stesso Pazzino dè Pazzi, prima di rientrare a Firenze, vide la distribuzione il sabato di Pasqua, del fuoco benedetto, nella chiesa della Resurrezione, a Gerusalemme, portandone la tradizione, nella nostra città. Dall’accensione semplice del fuoco benedetto con le tre pietre focaie, si passò pian piano all’uso di un tripode, per poi arrivare, intorno alla fine del ‘300, ai fuochi artificiali, quindi allo Scoppio del Carro, che all’epoca, era però, di dimensioni più contenute rispetto all’attuale brindellone. Essendo il volo della colombina legato agli auspici sulla stagione agricola, non potevano mancare riti a sua emulazione, nelle zone rurali della provincia fiorentina, con alcune differenze soprattutto nella tempistica ed ovviamente senza l’utilizzo delle tre pietre focaie provenienti dal Santo Sepolcro. Alla Rufina e a Cascia di Reggello, ad esempio, lo Scoppio del Carro, avviene alla mezzanotte del Sabato Santo, quindi in anticipo rispetto al capoluogo, mentre a Figline Valdarno, il rito avviene in contemporanea con quello fiorentino, ma il carro rappresenta il Palazzo Pretorio figlinese. Singolare è poi il caso di Panzano in Chianti, dove lo Scoppio del Carro avverrà solo oggi pomeriggio alle 19, essendo tradizione locale, celebrare quel rito il martedì dopo Pasquetta, quindi proprio oggi. Quest’anno, sperando che anche lo Scoppio del Carro di Panzano in Chianti, lo confermi, stando al volo come detto quasi perfetto della colombina, l’agricoltura dovrebbe conoscere un’ottima stagione.

Luca Monti

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