Continuano le fibrillazioni sul mercato borsistico cinese, che dallo scorso anno sembra essere entrato in una spirale ribassista, che sta conoscendo, da qualche settimana le sue massime asperità. E’ di oggi, infatti, la notizia, riportata da Bloomberg, che per la seconda volta, dal 27 gennaio scorso, il governo di Pechino, ha fatto intervenire il “Team di Tutela dei Mercati”, che è una sorta di forza di intervento rapido, per scongiurare il calo repentino del mercato azionario sulle borse cinesi, in questo caso, quella di Shanghai.

Sostanzialmente l’azione di questa squadra speciale dell’economia cinese, consiste nell’investire comprando azioni in borsa, da parte di fondi legati al governo, per impedire il deprezzamento dei titoli che danneggerebbe l’economia del Paese. Molti analisti economici, anche italiani plaudono a questo tipo di manovre, auspicando addirittura, che anche il nostro Paese, arrivi a dotarsi di un’istituzione del genere. A noi, tuttavia, tale analisi positiva, appare del tutto superficiale. Se da un lato, infatti, non vi è dubbio che un intervento del genere frena le cadute della borsa, evitando problemi nell’immediato, dall’altro lato va considerato il fatto che i soldi immessi sul mercato azionario per stabilizzarlo sono comunque soldi pubblici, che vengono stornati a discapito di investimenti mirati in altri settori, col rischio peraltro di andare persi, in caso di ulteriori ribassi borsistici. Insomma ci sembra che anche Pechino, in questo momento, non sia esente dai problemi economici e finanziari, che gravano su tutto il mondo e che stia cercando di porre una pezza agli stessi, senza avere tuttavia una vera strategia di medio lungo periodo per affrontarli in modo davvero efficace.

Luca Monti

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