All’inizio del mese d’agosto, Luke Gromen direttore della società di advisory FFTT ha descritto in pochi tweet quello che sta accadendo, nel mondo a livello finanziario, con il peso del dollaro sul commercio totale complessivo che si avvicina al punto di rottura al ribasso.

” Facciamo finta che il sistema valutario sia un corpo umano. Per gli USA, separarsi a livello valutario dalla Cina 20 anni fa sarebbe stato come tagliarsi un dito o una mano. Anche 10/15 anni fa non sarebbe stato peggio di amputare un braccio o una gamba. Ma adesso, dopo 20 anni e 400miliardi di $ di surplus commerciale annui, reinvestiti sapientemente dai cinesi, staccarsi dalla Cina, per gli USA sarebbe come farsi togliere gli organi vitali, cuore, fegato, polmoni…Si potrebbe fare…. e forse sarebbe la cosa giusta da fare, ma il calcolo matematico duro e crudo della situazione è questo: staccarsi dalla Cina, vorrebbe dire la fine dell’attuale sistema valutario per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 50 anni, perchè esso morirebbe sul tavolo operatorio subito dopo la rimozione degli organi.”

Con questo paragone l’analista americano, vuole dirci che la dipendenza finanziaria degli Usa dalla Cina, è arrivata ad un livello insostenibile per l’economia statunitense, tanto che chiunque diventi presidente a novembre avrà grosse difficoltà, a gestire questo scottante dossier. Gli usa, in pratica sono ad un bivio, così come molti altri governi occidentali ed africani, e devono scegliere, in tempi brevi se continuare sulla strada intrapresa negli ultimi ventanni, che prevede un’accondiscendenza totale alla Cina, che finirà per avviluppare il mondo intero sotto i tentacoli del Dragone, oppure provare a recidere quei tentacoli, esponendosi però a notevoli rischi. Come non vedere in questa situazione geopolitica globale, delle analogie con quanto sta accadendo col covid? In pratica con le chiusure, e le restrizioni imposte, la gente rischia di morire di fame col collasso dell’economia, per non rischiare di contrarre il virus, esattamente come gli Usa, in primis, ed in secundis tutti gli altri principali attori governativi mondiali stanno dibattendo su come far sopravvivere l’economia senza essere strangolati dalla politica finanziaria della Cina, che li ha resi tutti schiavi del debito. Possiamo quindi affermare che visto che la situazione economica globale presenta molte criticità di sistema, forse, questa crisi post covid, sotto sotto non dispiace ad alcuni governi perchè permette un riordino silenzioso di questo tipo di situazioni.

Andrea Cecchi

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