Paolo Marcheschi, ex presidente del gruppo regionale toscano di Fratelli d’Italia, ed attuale Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale di quel partito, ha scritto una lunga lettera aperta, agli organi di stampa su quello che lui ha definito come il “Vaso di Pandora della politica toscana”. Il riferimento è all’inchiesta inerente le possibili connessioni tra istituzioni e ‘Ndrangheta, che sta scuotendo i palazzi che contano a Firenze ed in Toscana. Nella sua lettera aperta Marcheschi, non manca di attaccare la stampa stessa, a suo dire responsabile di aver minimizzato le responsabilità politiche del Pd sottolineando invece le presunte incapacità dell’opposizione. Per noi, le presunte incapacità dell’opposizione tuttavia, ci sono state effettivamente, ma non nell’azione politica, quanto a monte della stessa, nella scelta dei candidati alle varie elezioni. Non è da adesso, infatti, che da più parti si sostiene l’esistenza del cosiddetto “schema Verdini” risalente al tempo in cui il potente braccio destro di Silvio Berlusconi, era il deus ex machina politico, del centrodestra in Toscana. Tale schema politico, consisteva nello scegliere candidati di basso profilo destinati a facile sconfitta ed a cadere presto nell’oblio. I fatti storici confermano quest’ipotesi, basta andare a vedere quanti candidati di centrodestra negli ultimi trentanni, hanno poi fatto il salto della quaglia, andando a sinistra, senza che vi sia stato un analogo movimento in direzione opposta. Per carità, legittimo scegliere i candidati che si preferiscono ed altrettanto legittimo che questi possano cambiare idea ma fa un po’ sorridere, il continuare a difendere o a minimizzare lo “schema Verdini”. E’ come se in una squadra che retrocede, si mettesse sotto accusa solo il rendimento dei calciatori e non gli schemi di gioco scelti dall’allenatore. Se la Toscana un tempo felix, è retrocessa a livelli inimmaginabili sotto tutti i punti di vista, e la cosa e’ evidente a tutti, questo è stato reso possibile, probabilmente anche grazie allo schema politico del mister che ha seduto a lungo sulla panchina del centrodestra toscano, mandando in campo dei dilettanti allo sbaraglio, anziché dei professionisti. Insomma, occorre maggiore autocritica anche da parte del centrodestra, se si vuole invertire la tendenza disastrosa della Toscana e risalire la china nella quale è precipitata.

Ma ecco il testo della lettera aperta di Marcheschi:

“La sinistra e la ‘ndrangheta: il vaso di Pandora. L’ennesimo.

Fanno ridere le balbettanti frasi di rito di Giani e del Pd. Colti un’altra volta con le mani nel sacco stavolta di veleni, si dicono garantisti e fiduciosi nella magistratura. E ci credo. Negli ultimi venti anni i grandi scandali emersi vedi: Il buco dell’Asl di Massa, la bretella Signa – Prato, la gestione di MPS, le nomine politiche in vari settori ma soprattutto la gestione dei rifiuti, tra inceneritori e discariche, sono scomparsi nel nulla insieme ad una voragine di soldi pubblici ed alle eventuali condanne. Stavolta pero’ lo scenario mostra un innalzamento del livello della commistione fra interessi e potere rosso in Toscana, e mostra con chiarezza i nervi scoperti di un sistema diffuso a tutti i livelli dei vertici delle Istituzioni, dai Comuni alla Regione. Il fatto che si sia scoperto, che sotto le strade della Toscana green, di Rossi prima, e di Giani adesso, ci siano sotterrate 8000 tonnellate di rifiuti velenosi con un giro di affari per gli ‘amici’ imprenditori di almeno 24 milioni di euro, rende ridicoli i 20.000 euro di spese elettorali dichiarate di Giani e i contributi ricevuti da Rossi. Stavolta infatti non è solo una questione di contributi elettorali dichiarati, ma lo scoperchiamento di un sistema dove la Politica e gli amministratori pubblici si sono piegati agli interessi privati di soggetti che avrebbero non solo chiesto, ma addirittura imposto, al Presidente della Regione, le nomine di alti dirigenti ‘amici’ e suggerito la sostituzione di quelli ‘non amici’, che ostacolavano le camarille. Adesso che anche il mito della buona sanità Toscana è crollato, non certo per la reputazione dei nostri medici o degli operatori sanitari del settore, ma per il sistema di inefficienze e favoritismi della sinistra, non rimane nulla per difendersi. L’opaca gestione anche dell’emergenza pandemica, nello scandalo dei milioni di soldi pubblici spesi per mascherine dannose, per l’acquisto ed il pagamento di ventilatori mai arrivati, per una campagna
vaccinale all’insegna dei furbetti, sono stati solo gli ultimi segnali del crollo del mito della Toscana felix. E’ la pietra tombale di un ideale di sinistra, auto incensata di arrogante ‘superiorità morale’, che da decenni cela intrighi ed interessi non solo politici. In questo panorama, rifiuto tuttavia categoricamente la generalizzazione del male della Politica. Alcune testate con i loro articoli ‘ipocriti’, puntano il dito verso “il sonno”, se non addirittura alla connivenza dell’opposizione. Da politico di opposizione, questo mi offende profondamente e dimostra non solo la malafede, ma anche la coda di paglia di chi lo scrive. Io ho la coscienza a posto, non ho dormito in questi anni, nemmeno ho fatto finta di non vedere. Ho sempre denunciato questo sistema di intreccio tra affari e politica nella Toscana, il Dossier ‘Potere Rosso’ con tanto di nomi e cognomi e l’inchiesta Dirigentopoli ne sono una prova. Il punto è che troppo spesso in questi anni, certa stampa non ha ascoltato quando mandavamo materiale per approfondire; certa stampa tacciava come mera polemica politica notizie che, a nostro avviso, ledevano non solo il buon andamento, ma la trasparenza della pubblica amministrazione. Per la stampa toscana, salvo rare rarissime eccezioni l’opposizione è sempre stata inadeguata a prescindere da cosa veniva detto. Certa stampa, nonostante le numerose denunce che abbiamo fatto alla Corte dei Conti ed alle Procure, le tante risposte quasi offensive degli Assessori ai nostri atti, i trucchetti, sempre denunciati, per presentare emendamenti a sorpresa in aula senza il parere di legittimità, così che nessuno si assumesse la responsabilità, ci ha praticamente sempre snobbato. E adesso sono io a fare una domanda a loro: vedevamo fantasmi noi? Oppure troppi facevano finta di non vedere? E facevano finta che la questione non fosse rilevante?
Cara stampa, non era necessaria l’Andrangheta, per farvi scrivere che in Toscana, la gestione del potere è un sistema mafioso. Ma senza l’Andrangheta, anche oggi probabilmente avreste ignorato o derubricato a ‘mera opposizione strumentale’ le nostre interrogazioni, le nostre inchieste puntigliose portate avanti in un mare di atti nascosti da alcuni dirigenti pubblici omertosi e nominati per rendere opache queste ricerche ed inchieste, che lasciatemelo dire, non dovrebbe fare solo chi sta all’opposizione ma anche un giornalismo in cerca di verità.
Perché la mafia ha trovato terreno fertile in Toscana? Perché ha fatto breccia nelle Istituzioni? Domande a cui sarebbe stato facile trovare risposte, anche senza le indagini dell’antimafia. Bastava fare ricerche ed avere poi il coraggio di scriverle sui giornali. Al Sud le mafie eleggono sindaci, fanno nominare persone ‘amiche’ nei posti chiave. In Toscana, questo sistema negli anni non era mai apparso con la stessa chiarezza, ma adesso sì. Le infiltrazioni sono evidenti ed allora sarebbe necessario verificare se ci sono gli estremi per un commissariamento. Probabilmente, anche stavolta, il Pd non avrà un sussulto di dignità e difenderà l’indifendibile, è necessario quindi che l’Istituzione Regione prenda le dovute misure di salvaguardia del sistema amministrativo in materia di trasparenza ed anticorruzione. L’ombra stavolta è troppo pesante.
Non basta far rotolare una o qualche testa.
Sono necessari ed opportuni un commissariamento ed una sospensione di tutti i livelli dirigenziali regionali.
Stavolta anche chi c’era e ha fatto finta di non vedere, o chi c’era e si è voltato dall’altra parte non può essere lasciato al proprio posto. Deve scattare l’autotutela per l’Amministrazione e per la dignità di ogni singolo Dirigente. Ne va della salute e della credibilità delle Istituzioni, che è cosa ben diversa da quella del Pd.”

Luca Monti

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