Sono trascorsi pochi giorni da quando la tempesta “Ana” si è abbattuta sulla città di Tete, in Mozambico distruggendo gran parte delle abitazioni, con più di duemila famiglie che hanno perso la casa e sono sfollate su una popolazione di circa 160mila abitanti. E ora che ha smesso di piovere, si contano gli ingenti danni. Oltre infatti alle numerose case danneggiate, ai servizi essenziali colpiti, ed ai sedici pozzi di acqua potabile distrutti che in Africa, rappresentano una risorsa fondamentale, il problema principale è rappresentato dallo straripamento del fiume Zambesi, che ha provocato il crollo del ponte che collega Tete con Moatize.

Lo Zambesi infatti, è un fiume lungo oltre 2mila500 chilometri, con soli cinque ponti che lo attraversavano, uno ogni cinquecento chilometri, fino alla notte tra il 24 ed il 25 gennaio scorsi, quando si è verificato, appunto, il crollo del ponte di Tete, che ha così ridotto a quattro, gli attraversamenti lungo tutto il percorso del fiume creando problemi logistici enormi a tutto il Paese africano, che conta circa 28 milioni di abitanti.

Luca Monti

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