Aldilà di come ognuno possa pensarla sul vaccino, non vi è dubbio, che questo abbia un lato oscuro. Non stiamo parlando delle teorie più o meno complottiste, che alcuni cosiddetti no vax, usano per argomentare le proprie scelte in materia e la propria contrarietà al siero, ma del fatto che ormai in Italia, da due anni non si parla d’altro che non sia il virus o il vaccino, tanto che ci sembra di essere sprofondati in un oscuro medioevo in stile dark fantasy. Purtroppo il Paese, appare spaccato in due, tra i partigiani delle due fazioni e fin qui nulla di male, se la divisione rimanesse puramente ideologica. Il problema è che la politica sembra voler cavalcare lo scontro sociale che appare imminente, tanto da far pensare che il vaccino sia diventato la religione di stato. Come possono le Istituzioni, infatti continuare ad essere cieche e sorde, di fronte all’esplosione di una rabbia che accomuna entrambe le fazioni in lotta? Se da un lato si sono verificati episodi eclatanti di virologi inseguiti sotto casa da estremisri no vax, dall’altro sono numerosi gli esempi al contrario con i vaccinati che minacciano chi non la pensa come loro. L’ultimo episodio di questo genere, è accaduto al parroco di Cesa e Pozzo, in provincia di Arezzo, Don Daniele Leoni, al quale prima sono stati “dedicati” dei volantini di minaccia, accompagnati da una scritta sull’asfalto della strada, nella quale gli si chiedeva di esibire il green pass, per arrivare ad una vera e propria azione intimidatoria, vale a dire la foratura delle gomme della sua auto.

Don Daniele, che come si vede nella foto, ha preso con ironia tutta toscana, le minacce non sembra tuttavia, avere dubbi sulla responsabilità morale appunto delle Istituzioni, avendo affermato in un’intervista alla stampa inerente gli episodi che lo hanno visto protagonista suo malgrado: “Colpa del Governo che discrimina e le anime semplici ci cascano.” Parole semplici ma pesanti come macigni che dovrebbero spingere il Governo Draghi ma ancor più, il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che appare più realista del re, intenzionato com’è, a mettere in atto misure ancora più restrittive di quelle nazionali, nei confronti di chi non vuole o non può vaccinarsi a partire dal primo ottobre, a venire a più miti consigli altrimenti il rischio che il Paese corre, è quello della rottura definitiva del patto di coesione sociale, sul quale si fonda uno Stato democratico, a meno che non si voglia instaurare davvero una dittatura mascherata dall’emergenza sanitaria, il che sarebbe, ovviamente gravissimo e pericoloso. Invitiamo quindi i rappresentanti istituzionali, a tutti i livelli ad abbassare i toni e a non gettare benzina sul fuoco che cova sotto la cenere nella pancia profonda del Paese, fuori dai palazzi che appaiono oggi, come delle torri d’avorio nel deserto, che non è fatto di sabbia, ma di mancanza di idee per il futuro.

Luca Monti

Leave a Reply

  • (not be published)