In questo periodo, lo sappiamo, tutta l’economia sta soffrendo, ma vi è un gran numero di imprese, di tutte le categorie, che davvero sta peggio di tutti gli altri. Si tratta delle cosiddette start up, vale a dire le imprese, che sono nate, immediatamente prima del covid, o durante tale periodo.

Abbiamo intervistato la Signora Daniela, della Focacceria, di Via Bufalini, in pieno centro storico, che ha rilevato la sua attività, nel luglio 2020, quando sembrava che tutto potesse ripartire, investendo i propri risparmi da commessa, per mettere su qualcosa per il proprio figlio 20enne. Il problema è, che le riaperture sono state come sappiamo, a singhiozzo stante il sistema a colori, e soprattutto ha pesato la totale assenza di turisti in città, che continua a farsi sentire. Così, mese dopo mese, con spese crescenti ed incassi insufficienti, la Signora Daniela, si è trovata in un vortice di debiti sempre più difficile da gestire, anche per la totale mancanza di ristori assegnati alle start up, che proprio in quanto tali, non hanno potuto presentare bilanci per ottenere ristori e/o finanziamenti. E proprio per questo la Signora Daniela, ci ha chiesto di dare spazio a quello che non è solo un suo sfogo, ma un vero e proprio grido di dolore di migliaia di attività neonate, in tutta Italia, che non per colpa loro, stanno già morendo sommerse dai debiti, nel silenzio generale dei media, che, a parte i discorsi sanitari, sul fronte economico, parlano solo di ristoratori e poco altro. Insomma crediamo che sarebbe giusto ed equo, da parte delle istituzioni occuparsi di aiutare anche le start up, indipendentemente dai loro bilanci anche perchè, spesso come nel caso della Focacceria della Signora Daniela sono aziende di imprenditori giovani, che hanno creduto nel sistema Paese e non meritano di essere delusi, ma anzi, devono essere aiutati a costruire un nuovo miracolo italiano, come quello degli anni 60 del secolo scorso.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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