Con la Delibera del Consiglio Regionale n. 41 del 7 Luglio scorso, la Regione Toscana, aveva deciso di consentire, anche all’interno delle cosiddette Aree Non Idonee, l’installazione di impianti alimentati da fonte geotermica, e la costruzione di centrali “di piccola taglia” fino a 20 MW di potenza, ma ciò appariva in contrasto rispetto a quanto previsto nel Decreto Ministeriale del 10 Settembre 2010, che detta le linee guida per l’individuazione delle ANI. Tutte le Soprintendenze della Toscana avevano per questo espresso parere negativo rispetto alla Delibera regionale, rilevando, in particolare, delle criticità per quanto riguarda le aree soggette a vincoli paesaggistici ed ambientali. Oltretutto, le Aree Non Idonee individuate dalla Regione Toscana, peraltro con un provvedimento ancora incompleto, in quanto privo di cartografia e soggetto a possibili revisioni dopo l’esame delle osservazioni che possono essere presentate entro il 27 Settembre, si estendono anche ad altre tipologie territoriali: dai siti facenti parte del patrimonio UNESCO, con le rispettive aree di rispetto, alle aree archeologiche; dalle aree protette SIC, ZSC/ZPS, alle riserve naturali con le rispettive aree contigue; da quelle interessate da produzioni agricole di qualità DOP, DOC, IGP etc. a quelle soggette a dissesto idrogeologico. Però in tutte queste tipologie, ad esclusione della prima, la scelta fatta dalla Regione Toscana, è stata quella di inserire in ogni caso la possibilità della costruzione di impianti definiti “di piccola taglia”, fra i quali rientrano addirittura, sia le centrali flash di ENEL che quelle a ciclo binario proposte da Sorgenia. Con l’impugnativa deliberata dal Governo, si riafferma l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela del paesaggio, per cui sembra di capire che all’interno di Aree Non Idonee, interessate da vincoli paesaggistici ed ambientali, così come individuate dal D.Lgs.42/2004 (cosiddetto Codice del Paesaggio), non si potrà realizzare alcun tipo di impianto, nemmeno fino ai 20 MW, deliberati dalla Regione Toscana. Riportiamo di seguito il comunicato stampa sulla vicenda emesso dal Consiglio dei Ministri:

“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato quarantadue leggi delle Regioni e delle Province autonome, e ha quindi deliberato:

di impugnare

la legge della Regione Toscana n. 73 del 24/07/2020, recante “Disposizioni in materia di occupazioni del demanio idrico da parte dei gestori del servizio idrico integrato e in materia di geotermia”, in quanto l’articolo 2, che reca la disciplina delle aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica si pone in contrasto con l’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, che attribuisce allo Stato la potestà esclusiva in materia di tutela del paesaggio, nonché con l’articolo 9 della Costituzione, risultando altresì in contrasto con previsioni di principio in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”, violando così l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione”

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