I motivi per cui vi sigillano il contatore del gas possono essere i più svariati: vi siete dimenticati di pagare una bolletta arretrata, magari la bolletta non vi è proprio arrivata, com’è successo a più d’uno, oppure avete pagato quanto dovuto ma a loro non risulta. Succede a molti, specie in un periodo nel quale di soldi ne girano pochi e non sempre si riesce a far fronte alle costosissime bollette italiane, specie a quella del gas, le cui tariffe ormai hanno raggiunto livelli, che potremmo definire da usura. Oppure può succede che uno lavori in un’altra città e non abbia il tempo di seguire tutte le faccende di casa. A volte il debito verso il gestore, può ammontare a poche decine di euro, ma a loro non importa: vengono di nascosto e vi bloccano il contatore del gas.

Il gestore può essere uno dei tanti che millantano sconti e vantaggi fiscali, ma la rete del gas, i tubi per capirsi, nella nostra regione, li gestisce praticamente in regime di monopolio un’azienda che si chiama Toscana Energia. Sempre attraverso di loro dovrete quindi passare per farvi riallacciare il contatore. Dite che gli pagate quanto dovuto e finisce lì? Magari! Il vero dramma inizia proprio al saldo del debito: voi provate a mettervi in contatto con il call-center per il riallaccio della fornitura, se vi va bene riuscirete a parlare con qualcuno dopo cinque o sei tentativi e ore perse a sentire le musichette di sottofondo in attesa. Oppure provate a recarvi presso il “point” del gestore ma troverete sempre qualche ragazza, poco più che ventenne pure carina e gentile, ma totalmente disinformata sulle procedure. Pensate comunque, a questo punto di avere fatto?Macché! Una volta saldato il vostro esiguo debito, dovrete comunque attendere la chiamata di Toscana Energia, che si manifesta spesso con un numero di cellulare sconosciuto, oppure con un fisso di qualche lontana città del Sud insomma il sistema migliore per non farsi rispondere. E se non rispondete, ovviamente non potete risolvere il vostro problema. Oppure se provate, nel dubbio, a richiamare quel cellulare o quel fisso, al quale non avevate risposto, spesso il telefono suona a vuoto, ma in compenso vi arriverà un sms per chiedervi di valutare la qualità della chiamata appena ricevuta. Nell’improbabile caso che la chiamata vada a segno, non ci sono santi: potete spiegargli che siete fuori per lavoro, che non avete nessuno a cui delegare la demenziale procedura, ma loro non sentono scuse: o siete lì voi in persona, oppure i sigilli non ve li tolgono. Manco si trattasse di una testimonianza giurata in tribunale o di un’accettazione di eredità.
E tutto questo per cifre di qualche decina di euro, quando, forse, una persecuzione simile potrebbe essere giustificata da un debito di qualche migliaio. Succede però anche questo, in un’Italia, sempre più allo sbando, dove il Cittadino non ha diritti se non quello di bofonchiare, come in fondo stiamo facendo nello scrivere queste righe. Un’Italia, dove spesso le vessazioni sono inversamente proporzionali alla colpa. Giorni fa, c’è capitato di raccontare tutto questo ad amici stranieri e le loro reazioni sono state di estremo stupore oppure di grasse risate. A quanto pare la procedura per farsi riallacciare il gas, è una delle tante eccellenze italiane per le quali secondo qualcuno dovremmo andare fieri. Per noi, invece sarebbe assolutamente da modificare seduta stante.

Giuliano Fresi

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