Il Comune di Firenze, ha deciso di eliminare i numeri rossi, che, nella nostra città ed a Genova distinguono le attività commerciali, dalle civili abitazioni, perché metterebbero in confusione i sistemi di navigazione GPS degli autoveicoli. La notizia sembrerebbe di poco conto, ma non è proprio così. Diverse cose non tornano in questa decisione del Comune di Firenze. In primis, il fatto che i navigatori GPS, possano andare in confusione, non distinguendo tra i numeri rossi e neri di una strada, significherebbe, che a guidarli non vi è un’intelligenza, ma una deficienza artificiale, con buona pace della transizione tecnologica per la quale abbiamo addirittura creato un Ministero, che quindi sarebbe del tutto inutile, come in fondo crediamo che lo sia davvero. Non crediamo invece, che i navigatori GPS, possano fare confusione visto il livello di perfezionamento raggiunto e dunque non vorremmo che la motivazione vera di una tale rivoluzione nella numerazione stradale, fosse come al solito economica.

Cosa c’entrano i soldi direte voi? C’entrano eccome, perché l’eliminazione dei numeri rossi comporta in automatico un allineamento degli stessi con quelli neri. Di conseguenza, chi risiede attualmente ad un determinato numero nero di una qualsiasi strada, col riallineamento con i numeri rossi, si ritrova un cambio di numero, che comporta il cambio di residenza e l’emissione di una nuova carta d’identita’ con costi burocratici ed economici, ovviamente a proprio carico perché dubitiamo fortemente, che il Comune di Firenze assorba tali spese nel proprio bilancio. E peggio ancora va alle attività commerciali, che già di per sé stesse, hanno maggiori trafile burocratiche alle quali sottostare e che dovranno accollarsi anche le spese di nuovi biglietti da visita, timbri e qualsiasi altro riferimento al nuovo indirizzo, abbiano realizzato finora. Insomma oltre al danno immateriale, ma a Firenze, sempre concreto di un vulnus ad una tradizione per quanto piccola, perché in fondo i numeri rossi sono anche questo, vale a dire qualcosa che ci distingue da sempre dalle altre città, potrebbe aggiungersi una nuova mini tassa occulta su un cambio di residenza peraltro forzato e non scelto liberamente. Ci auguriamo quindi che il Comune di Firenze, ci ripensi altrimenti ci ritroveremo tutti in coda agli uffici anagrafici a spendere qualche Euro, per rifare la carta d’identità. Insomma ci attende una sorta di ritorno al medioevo e potrebbe tornare di moda la classica battuta: “Dove andate, quanti siete? Un Fiorino!”, che attualizzata suonerebbe più o meno così: “Dove risiedete, quanti siete? Un ventino!”, intendendo col “ventino”, i circa 20 Euro necessari per rifare una carta d’identità elettronica, che per una famiglia di quattro persone, equivarrebbero ad “un’ottantino”, da sganciare all’impiegato gabelliere di turno.

Luca Monti

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