Con un comunicato stampa il Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia, chiede chiarezza sul futuro della discarica di Ischia di Crociano.

Ecco il testo del comunicato: “Il silenzio sulla discarica di Ischia di Crociano ed il suo futuro dura ormai da troppi giorni e ci domandiamo perché e che cosa “bolle in pentola”. Mentre i cittadini attendono fiduciosi sviluppi positivi circa la chiusura e la messa in sicurezza di quella discarica che deturpa il territorio di Piombino, a questo Comitato giungono indiscrezioni poco rassicuranti. Innanzitutto sulla possibile vendita dell’impianto, per la quale si fa anche un nome , quello della società Eco Eridania, azienda leader nel settore dei rifiuti, che a suo tempo aveva fatto parte della cordata per l’acquisizione di Unirecuperi, poi vinta da Iren, quindi già interessata ad acquisire spazi di discarica nel nostro territorio. Poi la notizia di un recente report di Arpat, circa le condizioni allarmanti in cui si troverebbe la discarica di Ischia di Crociano. Se da un lato, infatti, i cancelli di RiMateria sono ormai chiusi da oltre un mese, dall’altro tutte quelle criticità e quelle prescrizioni che hanno fatto sì che non venissero concessi nuovi volumi dalla Regione Toscana, sono sempre presenti e richiedono interventi tempestivi. Dai giornali apprendiamo, inoltre, come la curatrice nominata dal Tribunale, la Dottoressa Francesca Ozia, stia, in questi giorni, valutando seriamente la non prosecuzione provvisoria dell’attività della fallita RiMateria, nonostante la pressione dei sindacati, in rappresentanza dei 41 lavoratori e dei Comuni che sono soci, attraverso Asiu, della società. Sarebbero troppo alti i costi dei lavori di messa a norma della discarica, per non parlare dei debiti milionari di RiMateria, mentre i ricavi provenienti dai conferimenti già autorizzati nel cono rovescio, ammonterebbero a non più di cinque o sei milioni di euro e non coprirebbero certo costi e debiti. Ci è giunta notizia, quindi, che la curatrice fallimentare avrebbe nominato proprio per assisterla in questa complessa fase di gestione del fallimento di RiMateria, lo Studio Legale Volpe e Bedini, lo stesso che ha rappresentato Navarra, prima e RiMateria poi, nei vari procedimenti e ricorsi contro il Comune ed al Tar. Si tratta insomma, di una questione ingarbugliata e proprio per questo ci domandiamo: può un privato essere ancora interessato a questo business? Forse si, ma siamo convinti, che potrebbe esserlo, solo nel remoto caso che la Regione prometta ingenti spazi di discarica. Nel frattempo i cittadini si fanno, legittimamente, delle domande: chi effettua i controlli del sito? Il percolato viene regolarmente gestito? Le centraline per la qualità dell’aria funzionano? La messa in sicurezza del sito si è completamente fermata? Il Comitato vuole scongiurare danni ambientali e vuole rassicurazioni che non vi siano infiltrazioni nella falda che il percolato prodotto venga regolarmente smaltito e che non sussista alcun pericolo per la salute dei cittadini di Piombino. Il Comitato soprattutto vuole che tutti i soggetti, Sindaci , Assessori, Regione e Tribunale, che sono in campo per gestire questa difficile partita, siano consapevoli che continueremo a vigilare su tutto quello che succederà sul territorio e non permetteremo altre inadempienze che mettano a rischio la salute e la qualità della vita dei cittadini di Piombino. Per tutti questi motivi il Comitato, ha chiesto al Comune, la possibilità di accedere agli atti in merito al report che Arpat, ha inoltrato recentemente, oltre che al Comune stesso anche alla Regione Toscana ed al Ministero dell’Ambiente. Non abbiamo ancora ricevuto risposta e ci sembra oltremodo assurdo che i cittadini debbano chiedere di accedere ad informazioni che, per la loro importanza e la loro natura, dovrebbero invece essere prontamente rese pubbliche e non rimanere riservate. La divulgazione di questi atti potrebbe tranquillizzare la cittadinanza o al contrario allarmarla e spingere le autorità competenti a prendere i provvedimenti necessari per una rapida risoluzione. I nostri rappresentanti comunali, regionali e nazionali hanno un unico dovere: anteporre, davanti ogni altro interesse, la tutela della salute pubblica e del territorio e non quella dei privati in cerca di profitto o quella della sterile conta dei numeri o del pareggio di bilancio.”

Leave a Reply

  • (not be published)