Sta passando stranamente sotto silenzio, il rilancio di un’azienda d’eccellenza della piana Fiorentina, la Ginori 1735, che potrebbe, invece diventare un volano per realizzare e sviluppare, un nuovo modello industriale, basato sulla qualità e sul design.

Inaspettatamente, infatti, dopo anni di crisi, la Ginori 1735, entrata nel gruppo del lusso Kering, proprietario anche del marchio Gucci, non solo è ripartita ma lo ha fatto alla grande, tanto che in questi primi nove mesi del 2021, le vendite sono aumentate del 40%, rispetto allo stesso periodo del 2019, dunque prima del covid, le cui conseguenze economiche negative per l’azienda sono quindi da considerarsi alle spalle. Ma qual’è stato il segreto di questo rilancio della Ginori 1735? Semplicemente si è trattato solo di rimettere in moto una produzione di design di qualità, che era nelle corde e nel dna, di quest’azienda, sin dalla sua fondazione nel XVIII secolo, ma che negli ultimi decenni era stata abbandonata, a favore di prodotti più commerciali, ma anche più banali, quindi soggetti ad essere sconfitti dalla concorrenza cinese, che sulla fascia bassa di mercato e di prezzo, è praticamente, ancora imbattibile. L’essere entrata nell’orbita di un gruppo dedicato al lusso in tutte le sue declinazioni, ha ovviamente comportato per la storica azienda sestese, un riallineamento verso l’alto della qualità e del design dei prodotti, che ha dato i suoi frutti. In particolare i mercati sembrano gradire la linea dedicata a Caterina dè Medici, messa in vendita col marchio “La Compagnia della Regina”, frutto di un’idea di Alessandro Michele, oggi a capo del settore stilisti di Gucci che per un periodo ha guidato la direzione creativa, proprio della Ginori 1735, facendole rivivere il periodo d’oro delle porcellane di Giò Ponti, veri capolavori dell’Art Decò. Insomma, le aziende di Firenze e della sua piana devono seriamente prendere in considerazione l’idea di abbandonare i prodotti di massa, lasciandolo ai cinesi di Prato, o di GuangZhou, per tornare ad abbracciare le nicchie del mercato di alta gamma, nel quale sono state protagoniste nei secoli scorsi. Insomma non è pensabile che Firenze insegua, perdendo, la Cina, come modello industriale, semmai deve essere il contrario e la partita sarà sempre vinta, come dimostra il boom della Ginori 1735.

Luca Monti

Leave a Reply

  • (not be published)