Ieri mattina, non sembrava di essere in una domenica di ottobre a Firenze ma nel Far West. La città si è infatti svegliata con un insolito spettacolo quello della cavalcata dei Sioux della Nazione Lakota.

Non si è trattato, tuttavia di un set cinematografico fuori contesto, o di estrema fantasia, ma dell’atto finale di una settimana particolare apertasi il 4 ottobre scorso, con la firma di un Patto di Amicizia, tra Firenze e la Nazione Lakota. La cavalcata dei Sioux, accompagnati dai cavalieri di parte Guelfa, si è dipanata tra l’ippodromo del Visarno e Piazza della Signoria attraversando anche la zona dove risiedeva Amerigo Vespucci, il fiorentino che dette il proprio nome al continente abitato dai Lakota.

Per quanto possa sembrare strano, non era la prima volta ieri che Firenze ha visto cavalcare i Sioux, ma dei due eventi precedenti, non esistono testimonianze dirette, essendo avvenuti oltre un secolo fa. La prima volta infatti, fu nel 1890, addirittura con la presenza del mitico Buffalo Bill quando i Sioux, si accamparono ed esibirono sui prati, intorno alla Zecca mentre la loro seconda visita, è stata nel 1906, con un’esibizione al Campo di Marte.

Chi si fosse perso lo spettacolo della cavalcata di ieri, potrà tuttavia respirare l’aria delle grandi praterie, andando a visitare nella Galleria delle Carrozze, di Palazzo Medici Riccardi, la mostra etnografico – antropologica “Older than America”, aperta fino al 28 ottobre prossimo. Vi si trovano esposti oltre centottanta reperti autentici, tra copricapi, abiti ed oggetti rituali, provenienti dalle due collezioni private più importanti d’Europa, per quanto riguarda gli Indiani d’America, vale a dire quella di Sergio Susani fra i massimi esperti nel mondo, di cultura dei nativi americani e quella di Alessandro Martire, rappresentante ufficiale in Italia dei Lakota Sioux.

Luca Monti

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