Ieri pomeriggio, 3 maggio, gli studenti universitari sono scesi in piazza, di fronte alla sede del Consiglio Regionale, in Via Cavour, per chiedere a gran voce il rispetto del diritto allo studio, soprassedendo al taglio in bilancio di 8Milioni di Euro, destinati al diritto allo studio, per favorire la possibilità di restare a studiare in Toscana.

L’obiettivo degli studenti universitari, era quello di essere ricevuti dal Consiglio Regionale, in corso di svolgimento.

L’invito a salire in delegazione verso il Consiglio Regionale, però, non è mai partito e di conseguenza i ragazzi presenti sono rimasti in strada a protestare.

L’unico che ha deciso di scendere in Via Cavour ad ascoltare le ragioni degli studenti universitari, è stato Gabriele Veneri, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia che è stato contestato dai manifestanti.

Lo abbiamo intervistato e ci ha detto: «Mi dispiace che i ragazzi, abbiano forse travisato le mie intenzioni. A me interessava capire, non tanto chi fossero, quanto che problema avessero ed ecco che sono sceso per parlare con loro. Oltretutto hanno accusato il gruppo di Fratelli d’Italia, del quale faccio parte di aver votato questo taglio da 8Milioni di Euro, ma noi abbiamo sempre votato contro il bilancio, essendo all’opposizione. Così come proprio perché opposizione, non possiamo essere accusati di aver presentato una delibera di Giunta, non facendo parte della stessa. Probabilmente i ragazzi non conoscono la macchina istituzionale ed hanno fatto confusione, tra le funzioni della Giunta e quelle del Consiglio. Comunque, siccome i giovani rappresentano il nostro futuro, sono contento di averli invitati, se e quando lo riterranno opportuno, a venire nella sala del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, per spiegarmi meglio il problema, per magari poter proporre una mozione nella quale si discuta delle loro istanze. Se poi dovesse essere votata favorevolmente, i ragazzi avranno ottenuto un risultato, altrimenti al massimo avranno perso mezz’ora di tempo, ma avranno comunque acquisito maggiore conoscenza del funzionamento della Regione, come istituzione.»

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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