Tra i fenomeni legati alla crisi economica e sociale, che sta soffiando forte sul nostro Paese e dunque anche in Toscana, ve n’è uno, poco appariscente, ma potenzialmente pericoloso, peraltro già in atto da anni, ben prima del covid. Stiamo parlando dell’acquisizione, silenziosa ma costante da parte di capitali stranieri, di importanti assets economici ed immobiliari in Toscana. Senza parlare di cose eclatanti, come la penetrazione della mafia cinese a Prato, da molti negata per pudore istituzionale, ma presente in forze da anni, basta osservare il caso della GKN, caduta in mano ad un fondo finanziario multinazionale, sfruttata fino all’ultima risorsa e gettata via come uno straccio. Ma a far ancora più paura, forse, sono le future acquisizioni immobiliari, che rischierebbero di portare in mani straniere buona parte delle splendide ville della lucchesia, che rappresentano un ingente capitale culturale, che non può essere ceduto a cuor leggero. Invece nell’indifferenza totale delle Istituzioni locali e regionali, da tempo sul portale internet di Sotheby’s, famosa casa d’aste londinese, nella sezione dedicata all’immobiliare, campeggiano annunci di proprietà in vendita, appunto a Lucca e dintorni. Evidentemente i magnati russi che hanno acquistato buona parte dell’entroterra di Forte dei Marmi, sono stati gli apripista per la vendita, spesso a prezzi di saldo, dei gioielli immobiliari del resto della lucchesia. Che si tratti di veri e propri gioielli architettonici, lo conferma il libro di Maria Adriana Giusti intitolato: “Ville lucchesi, le delizie della campagna”.

Intendiamoci, non abbiamo nulla contro i capitali stranieri e del resto non possiamo dimenticare i Granduchi di Toscana, francesi ed austriaci, o gli anglobeceri, come venivano definiti i britannici che tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso, vivevano a Firenze ed oltretutto la salvarono dalla speculazione edilizia dovuta all’essere la città capitale d’Italia, per quanto provvisoria. Ma questo periodo storico ahinoi, è molto meno romantico di quelli succitati, ispirato come appare, dalla logica del profitto ed il rischio quindi, è quello di trovarci in mano a padroni stranieri, che anziche’ farci prosperare come fecero i loro illustri avi, ci sfruttino, stile appunto GKN, per poi andarsene lasciandoci i debiti sociali da pagare. Agli attuali proprietari immobiliari lucchesi, ci sentiremmo di consigliare di non vendere, per non ritrovarsi come i pratesi che oggi hanno finito i soldi, pagati dai primi cinesi negli ormai lontani anni ’80 per le loro aziende tessili e si lamentano, perché non hanno più il controllo sull’economia della loro città. Insomma non vorremmo arrivare ad avere una Toscana, in mano agli stranieri.

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