In un momento storico caratterizzato, particolarmente in Italia, dallo scientismo acritico, condito da una sorta di statofobia collettiva, in Cile, sta verificandosi un fenomeno sociale opposto, quello della denuncia pubblica tramite affissione murale degli effetti avversi del vaccino.

In pratica, i familiari di presunte vittime da vaccino, o di persone ammalatesi, a seguito dell’inoculazione dello stesso, hanno iniziato ad attaccare sui muri di Santiago, volantini con le foto dei loro cari e la spiegazione di cosa è successo loro, dopo la vaccinazione, per sensibilizzare sul problema. Non siamo in grado di prevedere se tale fenomeno diventerà di massa, o resterà circoscritto, magari in quartieri specifici della capitale, ma certo esso rappresenta una chiara forma di opposizione e di denuncia popolare verso le politiche governative, come dimostra la presenza su tutti i volantini dell’hashtag, #verdadvirus che tradotto in italiano, significa verità sul virus, dando l’idea di come l’opinione pubblica cilena, sia sempre meno disposta ad accettare la mononarrazione pro vaccino. Insomma il Cile, comincia ad interrogarsi pubblicamente, non nei salotti televisivi, ma sulle strade, su quello che sta succedendo in questo periodo e sul rapporto tra scienza e vita, che appare sempre più opaco e sempre meno trasparente. Ci auguriamo che un dibattito popolare, sano e scevro da isterie di parte sull’argomento vaccinale, possa attraversare in tempi brevi l’oceano e giungere anche in Italia, dove occorre pacificare la società quanto prima, per evitare l’esplodere di una tensione sociale che sta diventando palpabile, come mai accaduto dagli anni di piombo ad oggi.

Testo e Ph. Vladimir

Leave a Reply

  • (not be published)