La Banca d’Italia, ha reso noti i dati, aggiornati al 31 agosto scorso, sui depositi bancari provincia per provincia.

La situazione economica che si evince dai dati della Toscana, appare in chiaroscuro. Iniziamo da Firenze che ovviamente, vista la maggior popolazione rispetto alle altre, continua ad essere la prima provincia, con 32,88 Miliardi di Euro depositati nelle banche. Dall’aprile 2015, quando erano pari a 23,87 Miliardi di Euro, i depositi bancari della nostra provincia sono quindi aumentati sensibilmente, ma iniziano a rallentare. Rispetto al 31 luglio, infatti, quindi in un solo mese, sono calati di 0,51 Miliardi di Euro che proprio pochi non sono. I cali precedenti, comunque iniziati con la pandemia, erano stati, di gran lunga inferiori. Dai 30,03 Miliardi di Euro dell’aprile 2020, infatti, si era passati ai 29,97 del giugno dello stesso anno con un calo di 0,06 Miliardi riassorbito dal rimbalzo post chiusure che li aveva spinti fino ai 31,89 Miliardi dell’ottobre 2020, per cadere di nuovo toccando i 31,39 di novembre, con un calo paragonabile a quello attuale. Analizzando i dati possiamo quindi concludere che l’economia della nostra provincia, è in crisi da un anno e non è difficile capire che questa crisi è legata a doppio filo, col crollo del turismo. La seconda provincia toscana per depositi bancari è Lucca, con un totale, al 31 agosto scorso di 11,55 Miliardi di Euro. I dati, in questo caso, ci dicono che la lucchesia è in ripresa, con un aumento costante dal dicembre 2020, dopo un rallentamento più lungo rispetto a quello fiorentino, che nel novembre 2020, aveva portato i depositi a 10,63 Miliardi, contro i 10,74 del mese precedente. Sull’ultimo gradino del podio troviamo la provincia di Pisa, che ha raggiunto il 31 agosto 2021, gli 11,17 Miliardi di Euro, in calo rispetto agli 11,26 di luglio, ma pari a quelli di giugno. Pisa, dunque, sembra trovarsi in una fase di stagnazione economica, probabilmente legata al calo del turismo come nella nostra città. Al quarto posto troviamo Arezzo con 9,21 Miliardi di Euro di depositi bancari al 31 agosto 2021, in calo di 0,17 rispetto a luglio e pari a quelli di giugno, con anche in questo caso una stagnazione, simile percentualmente a quella di Pisa, ma potenzialmente più grave per il futuro, non avendo la città del Saracino, una marcata vocazione turistica e dunque il segnale è quello di un rallentamento del settore industriale e manifatturiero. Al quinto posto, abbiamo Siena, con 8,13 Miliardi di Euro, al 31 agosto 2021, in calo di 0,5 rispetto a luglio, stesso scarto registrato nel novembre 2020 rispetto al mese precedente. Dunque anche Siena non ride, ma almeno può sperare in un rilancio del Monte dei Paschi, che potrebbe ridare vigore all’economia cittadina. Al sesto posto, si piazza Livorno, con 8,04 Miliardi di Euro, in crescita costante dal novembre 2020, quando i Miliardi erano 7,31. In questo caso, con un aumento di 1,09 Miliardi, i numeri sono positivi forse grazie alla stagione balneare della costa labronica, con condizioni meteo ottimali, arrivate fino ad ottobre. Al settimo posto, troviamo Prato, che al 31 agosto 2021 ha raggiunto i 7,41 Miliardi di Euro, superando Pistoia, che si è invece fermata a 7,36 Miliardi. Al nono posto troviamo Grosseto, con 5,04 Miliardi di Euro, raggiunti al 31 agosto 2021, in aumento di 0,39 Miliardi rispetto al novembre 2020. Anche Grosseto, quindi, pur restando penultima in valori assoluti, sta dimostrando di essere in ripresa. Fanalino di coda è dunque Massa Carrara, che il 31 agosto 2021, ha raggiunto i 4,75 Miliardi di Euro, con un aumento di 0,32 dal novembre 2020. Insomma la Toscana economicamente resiste ma sta soffrendo, soprattutto nella parte interna della regione, mentre la costa appare in ripresa.

Dopo aver analizzato, da profani di economia, i dati della Banca d’Italia, sui depositi bancari nelle varie provincie della nostra regione, vediamo le loro conseguenze sulle abitudini finanziarie dei toscani, secondo le valutazioni di Gianluca Piccioli, capo area Chianti – Firenze, di ChiantiBanca, quindi voce attendibile in materia, che ha dichiarato alla stampa: “La raccolta bancaria in Toscana, è sempre importante, anche se la liquidità si sta drenando. I clienti iniziano a capire che l’investimento è un qualcosa da fare a medio lungo periodo. Così adesso decidono di entrare in mercati un pò più complessi, ma comunque redditizi. Quindi cominciano a comprare fondi e polizze. Cose insomma, che non danno più la cedolina semestrale ma che hanno un rendimento costante. Si è vista poi un’apertura importante, sui piani di accumulo personali, che permettono, mese dopo mese, di accantonare dei risparmi. Infine, grazie alla spinta dei tassi molto bassi, molte persone hanno deciso di comprare casa. Tanti sono mutui prima casa per ragazzi giovani, che come banca, abbiamo cercato di aiutare laddove c’erano le condizioni e un reddito solido. Insomma, possiamo tranquillamente dire che adesso le persone hanno una consapevolezza maggiore che bisogna investire su un periodo medio lungo e non a breve termine.”

Luca Monti

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