Nei giorni scorsi, quattro comitati contrari alla realizzazione del rigassificatore nel porto di Piombino, hanno diramato un comunicato stampa comune.

Si tratta di: “Comitato salute Pubblica Piombino val di Cornia”, “La Piazza”, “Comitato Liberi Insieme per la Salute” e “Gazebo 8 Giugno contro il rigassificatore”. Le quattro sigle, hanno contestato nel comunicato congiunto, la troppa presenza sulla stampa locale e quella regionale, di un ingegnere che è fra i tecnici favorevoli al progetto di realizzazione del rigassificatore. Questa contestazione, suona, secondo alcuni, come una sorta di velata “accusa” di partigianeria da parte della stampa locale e regionale, verso il progetto. Ecco il testo del comunicato: “Sulla stampa locale in questi giorni sono apparsi articoli e interviste che mirano a rassicurare la cittadinanza piombinese, contraria alla installazione in porto di un rigassificatore, in particolare all’Ingegner Leonardo Brunori, vicepresidente del settore energia e mobilità di RINA, il quale sostiene che la Golar Tundra, posta nel porto di Piombino, è la scelta giusta per il Paese, in quanto non esplode, è sicura sia per la cittadinanza che per le aziende agroittiche, non produce effetti negativi sul turismo, sull’ambiente e sulla biodiversità tanto che impianti simili si trovano a Panigaglia (SP), all’interno di una baia di estremo pregio e a KrK in Croazia e non destano preoccupazioni. Non concordiamo affatto su quanto sostenuto. L’impianto di Panigaglia, si trova a terra e per riportare allo stato gassoso il metano liquido non utilizza l’acqua di mare, ma si avvale del calore fornito dalla combustione di una piccola parte di gas, mentre nel rigassificatore previsto a Piombino, il calore è fornito dall’acqua di mare, che verrebbe poi restituita fredda e clorata, provocando danni all’ambiente marino. A Panigaglia poi non è vero che va tutto bene! Nella prima settimana di Luglio 2021 scoppiò un incendio all’interno dell’impianto e vari Consiglieri dei Comuni limitrofi chiesero “di conoscere le procedure previste in caso di possibili gravi incidenti per una tempestiva informazione ed evacuazione della popolazione residente nei pressi dello stabilimento…perché i rischi derivanti dalla presenza dell’impianto di Panigaglia, devono essere sistematicamente monitorati e controllati”. Ci risulta poi che anni fa, la torcia, ora dismessa, che bruciava il gas residuo, sia saltata per aria e che l’impianto non sia totalmente aggiornato alle norme tecniche emanate in questi ultimi anni come ad esempio le linee guida SNPA sulla vetustà dell’impianto, le linee guida sulle esercitazioni in caso di incidente ed il piano di sicurezza portuale. Il Rigassificatore di Krk, in Croazia invece, è in funzione da un anno e già i Sindaci e gli ambientalisti del luogo si sono opposti evidenziando pericoli, impatti negativi sul turismo e rischi ambientali. Vedremo se saranno esatte le analisi fatte da Brunori, o i timori degli abitanti di quei luoghi, molto preoccupati anche per le vicinanze di un polo petrolifero dalla presenza del quale potrebbe, in caso di incidente, verificarsi l’effetto domino. Una distrazione nella applicazione delle direttive Seveso? L’Ingegner Brunori, afferma che non si sono mai registrati incidenti significativi né per gli impianti di rigassificazione, né per le navi gasiere. A noi non ci risulta che sia così, ne citiamo uno come esempio: l’esplosione di GNL, a Cleveland Est in Ohio, nel 1944, che causò la morte di centotrenta persone, la distruzione di un’area di 2,5 Km2 della città, con più di seicento persone senza casa e l’interruzione di molteplici servizi per i danneggiamenti alle linee elettriche, alle fognature, alla viabilità stradale e ferroviaria. Si sente dire che oggi con la evoluzione tecnologica gli incidenti sono evitabili, eppure nel giugno 2022, un incendio è scoppiato in uno dei più grandi impianti di gas naturale liquefatto negli Stati Uniti, rallentando le esportazioni nell’Unione Europea e fermando lo stabilimento per tre settimane. Per l’Ingegner Brunori, quale rischio rappresentano, per flora e fauna, gli 86 chili di cloro al giorno dispersi in mare insieme ad acqua fredda dalla nave rigassificatrice? Semplicemente nessuno! I pescatori dell’Adriatico, tuttavia dopo l’entrata in esercizio del rigassificatore di Rovigo, hanno denunciato un forte calo del pescato, confermato anche in una pubblicazione, a cura del WWF, intitolata: “Acqua sterile, pesca a rischio”. Il comitato scientifico di quella associazione ambientalista, del quale fa parte Carlo Franzosini, biologo dell’Oasi Marina Miramare ha evidenziato che il cloro sterilizza l’acqua di mare togliendo le sostanze nutrienti e le condizioni ambientali adatte alla vita di flora e fauna marina. L’Ingegner Brunori, dice ancora: ”Non ci sono ricadute sull’ambiente, lo dicono i fatti”. Alla nostra domanda: “Quali fatti?” La risposta è stata: ”Verrà fatto uno studio e saranno analizzati i casi possibili”. Gli studi di questo tipo, per essere credibili, dovrebbero, però, a nostro avviso essere promossi da enti pubblici, o da enti terzi, non dalla stessa Società che propone il rigassificatore. Ci sembrano dunque solo considerazioni generiche ed indimostrate quelle che l’Ingegnere afferma, ovvero che l’impianto non avrà nessuna ricaduta sul turismo e biodiversità. Su una affermazione invece siamo pienamente d’accordo con l’Ingegnere, sul fatto, che il Piano di sicurezza, con tutti gli scenari possibili di incidenti e le situazioni a rischio, deve essere analizzato e valutato dal Comitato Tecnico Regionale. Noi, da quando abbiamo analizzato la legge sui rischi di incidenti rilevanti 105/2015 e studiato le procedure inerenti le autorizzazioni per i rigassificatori, “guardiamo al CTR” come un organo imprescindibile per competenze e professionalità, che deve pronunciarsi sugli aspetti inerenti la sicurezza. Tuttavia il Governatore della Toscana nell’ufficio predisposto in suo supporto e nei pareri elencati, ha citato vari organi quali, i Vigili del Fuoco, lìArpat, ecc. ma non il CTR. Ecco noi glielo abbiamo ricordato in una nostra nota specifica e lo ribadiamo in questa sede. Infine ci preme controbattere le dichiarazioni rilasciate, ancora una volta, dall’ingegner Brunori e da altri esperti, circa i rigassificatori di Barcellona, Marsiglia e di Klaipeda, secondo le quali noi piombinesi, dobbiamo stare tranquilli. Tali raffronti sono impropri in quanto: Barcellona è un porto grandissimo, anzi sono come due porti distinti, uno industriale dove ha anche sede il rigassificatore, l’altro turistico e croceristico, due realtà separate con una collina che le divide e fa da schermo alla città. Marsiglia, poi, è uno dei porti più grandi del mondo. A Klaipeda, in Lituania, il rigassificatore è collocato all’inizio del porto industriale, a 2,5 km dall’imbarco dei traghetti e a 4 km dal terminal passeggeri. A Veglia in Croazia, il rigassificatore si trova fuori dalle principali rotte che raggiungono il porto di Fiume che si trova a circa sette miglia mentre il centro abitato di Castelmuschio, a circa 2 km. Quanto sopra per dire che i paragoni con la nostra realtà sono fuorvianti, si pensi al nostro porto che è in città, alla collocazione del terminal passeggeri, alla promiscuità dei traffici, allo spazio per le manovre, all’unico bacino di ingresso, alle vicinanza di infrastrutture e di abitazioni alla banchina dove è stato richiesto dalla società Snam, di attraccare il rigassificatore da 5 miliardi di mc di capacità di rigassificazione annui, con accanto una nave metaniera.”

Da segnalare poi, l’assemblea pubblica di questo pomeriggio, che vedrà la partecipazione, in Piazza Cappelletti, di diversi personaggi politici locali e non solo e che segue diverse altre iniziative similari. Vedremo se il cambio dello scenario politico, determinato dalla caduta del governo Draghi, unito alle sempre più forti spinte contrarie al rigassificatore, che stanno mettendo in crisi il Presidente della Regione, Eugenio Giani, provenendo anche dai vertici locali del PD, aprirà prospettive diverse per Piombino, o se verrà mantenuta la centralità di quell’impianto, per la politica energetica del nostro Paese.

Luca Monti

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