Oggi parliamo di una polemica apparentemente poco importante, ma che a Firenze, città d’arte per eccellenza, occorre spiegare. Stamattina, infatti ci sarà l’inaugurazione, in Via de’ Macci, della panineria Burgez, appartenente alla catena omonima, che ha punti vendita in altre città d’Italia. Questa catena, ha la caratteristica di fare campagne pubblicitarie irriverenti e per il nuovo punto vendita di Firenze, aveva pensato di regalare una maglietta ironica, ai primi clienti, con le “Palle di’ David”, come si dice da noi.

Apriti cielo e spalancati terra! È successo un finimondo con la direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg, teutonica doc, quindi non dotata di particolare ironia come noi fiorentini, che ha fatto bloccare questa maglietta sbandierando il Codice dei Beni Culturali e minacciando querela contro Burgez, per presunti danni d’immagine. Ci sembra sinceramente incredibile che nel 2021, vi siano ancora direttori di musei, con idee del genere. Vorremmo ricordare alla direttrice dell’Accademia, che senza le deformazioni di opere iconiche da parte di un certo Andy Warhol, ad esempio, non sarebbe nata la Pop Art, movimento artistico che da decenni, ormai, anima la scena mondiale ed i cui membri, spiccano quotazioni enormi in aste internazionali. E consigliamo quindi di andare a vedere le opere di Warhol, non a caso, attualmente esposte in un altro Museo fiorentino, Palazzo Strozzi. Ma poi di quali diritti d’immagine stiamo parlando? A parte che Michelangelo, è morto da ben oltre i 50 anni che rappresentano il limite temporale previsto dalla Legge, ad esempio, per la ripubblicazione di un’opera letteraria, ma siamo sicuri che il Buonarroti, pur col suo caratteraccio, non guarderebbe con bonomia e simpatia a queste parodie della sua opera? In fondo, fu proprio lui a sdoganare il nudo, ponendo il David in piazza, e qualcuno pensa che si sarebbe preoccupato od offeso se ne usavano l’immagine dei genitali per pubblicizzare qualcosa? Senza contare poi che se l’importante è far parlare di un’opera, cosa vi è di meglio di una sana ed ironica provocazione e chi conosce lo scrivente sa che egli non indulge con la provocazione gratuita, ma in questo caso Signora Hollberg, sorrida un po’ anche lei e pensi che anche la maglietta di Burgez, avrebbe portato pubblicità e magari un po’ di visitatori in più al museo da lei diretto. Ma capiamo che è una questione di cultura in generale, con Firenze, che proprio non riesce ad aprirsi all’arte contemporanea, che è fatta, anche di parodie dissacratorie del passato, che non possono rappresentare un delitto di lesa maestà, visto che Re David, ha lasciato il suo regno da millenni. Probabilmente ha ragione Simone Ciaruffoli, fondatore della catena Burgez nella sua risposta alla direttrice della Galleria dell’Accademia, quando ha dichiarato: “Finché la ciltura rimarrà dei parrucconi, non raggiungerà mai coloro che sanno davveto comunicare: i giovani.”

Luca Monti

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