Una singolare protesta, si è svolta ieri mattina 22 luglio, intorno alle 10 e 30, all’interno della Galleria degli Uffizi. Tre attivisti del movimento ambientalista “Ultima Generazione”, infatti, si sono avvicinati ad una delle opere più importanti del museo, la Primavera del Botticelli e dopo aver srotolato uno striscione con la scritta: “Ultima Generazione, no gas, no carbone”, hanno cosparso di colla il vetro che protegge il dipinto e vi hanno messo le mani sopra, lanciando poi slogan con un megafono.

Dopo l’iniziale stupore del personale di custodia e dei turisti presenti, sono stati allertati i Carabinieri, che hanno provveduto ad identificare i tre attivisti, risultati essere un 20enne di Voghera (PV), una 27enne di Trieste ed una 29enne di Verbania. Tutti e tre hanno ricevuto il foglio di via da Firenze, per tre anni e sono stati denunciati a piede libero per: interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata e deturpamento o imbrattamento di cose, anche se per fortuna il quadro del Botticelli, non ha subito alcun danno. Il movimento “Ultima Generazione”, cui appartengono i tre autori della manifestazione, ha diramato una nota stampa di rivendicazione che dice: “Al giorno d’oggi, è possibile vedere una Primavera, bella come questa? Incendi, crisi alimentare e siccità, lo rendono sempre più difficile. Abbiamo deciso di usare l’arte, per trasmettere un messaggio d’allarme: stiamo andando verso un collasso ecoclimatico e sociale. Presto torneremo nei musei di Firenze, Venezia, Milano e Roma.” Sicuramente l’azione dei tre militanti ha avuto successo dal punto di vista mediatico, visto che noi stessi, ne stiamo dando conto. Quello che non capiamo, è il luogo scelto per questa protesta. Se, infatti, lo scopo degli ambientalisti, è quello di manifestare contro le centrali elettriche, da essi ritenute inquinanti, vadano a farlo davanti a queste strutture, senza disturbare chi vuole solo godersi, in santa pace, la bellezza della Primavera del Botticelli, dopo aver pagato un biglietto e sostenuto una coda sotto il caldo estivo. Oltretutto nella stessa nota stampa di rivendicazione, vi è il riconoscimento della bellezza della Primavera del Botticelli, che rappresenta, a nostro avviso, già di per sé un’incoerenza nel pensiero dei militanti. Da un lato, infatti, sostengono che è sempre più difficile vedere una simile bellezza, a causa dei problemi ambientali, mentre dall’altro essi stessi ne hanno impedito la visione ai turisti. Insomma crediamo che il tema dell’ambiente e della sua gestione, abbiano bisogno di essere trattati senza fanatismi ideologici se si vuole arrivare a risolverli. Le azioni come quella di ieri, sono e restano, infatti, solo buffonate di chi cerca il classico quarto d’ora di notorietà, pur sapendo di andare incontro a denunce e fogli di via. Speriamo che i protagonisti, una volta spenti i riflettori mediatici sulla vicenda, si rendano conto di aver commesso un errore e si mettano a combattere per la causa in cui credono, con metodi migliori e più efficaci per il conseguimento della stessa, magari piantando qualche albero, o ripulendo i letti dei fiumi in secca.

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