In mostra fino al 2 ottobre, al Museo Caos (Centro Arti Opificio Siri) di Terni, nella suggestiva della Sala Carro Ponte, la collezione di poesia visiva dell’artista bolognese Gian Paolo Roffi.


Il Museo del Caos, è un pregevole esempio di riconversione culturale di spazi industriali dismessi, quelli della fabbrica chimica Siri.
L’edificio è proprietà del Comune di Terni e il museo è gestito dalla società cooperativa “Le Macchine Celibi”.

La mostra fa parte della rassegna artistica “Inside The Caos” iniziata a Gennaio 2022. Fuoripagina, è il titolo che Gian Paolo Roffi artista visivo legato all’area della Poesia Totale ha dato alla sua originalissima collezione conservata presso l’archivio dello Studio Segni & Segni, fondato dallo stesso Roffi. La raccolta conta oltre centoquaranta lavori di protagonisti delle più significative tendenze della ricerca verbo-visiva apparse sulla scena internazionale a partire dalla metà del Novecento. Tra queste spiccano la Poesia Concreta di Augusto e Haroldo De Campos, Eugen Gomringer, Arrigo Lora Totino e Adriano Spatola; il Lettrismo di Maurice Lemaître; la Poesia Visiva di Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Stelio Maria Martini e Sarenco; la Nuova Scrittura di Ugo Carrega e Vincenzo Accame; la Poesia Sonora di Bernard Heidsieck e Henri Chopin; le scritture Fluxus di Ben Vautier e Giuseppe Chiari; la Mail Art di György Galántai e Vittore Baroni; un’opera di Emilio Isgrò, il maestro della found poetry tramite “cancellatura” che rivela la parola non rivelata, e molte altre esperienze affini sempre ispirate alla contaminazione tra parola e arti visive.


Oltre centoquaranta opere per circa cento nomi da quelli storici a quelli più recenti, radunate con l’intenzione di offrire una cospicua campionatura delle ricerche condotte sul filo della parola, quella che fugge dalla sua sede convenzionale, la pagina, per spaziare oltre i confini della lettura e mostrarsi nel suo aspetto materiale, farsi ascoltare nella dimensione fonetica oltre il silenzio dell’occhio, incontrando l’immagine in un rapporto sinestetico, per diventare essa stessa immagine e testare così le sue infinite potenzialità formali. In questo senso, la scelta delle opere, è precisa e rigorosa così da rendere evidente quanto accomuna il lavoro di chi si è sempre collocato nelle zone di confine tra le arti. Queste le parole di Pasquale Fameli, curatore della mostra e autore della monografia intitolata: “Gian Paolo Roffi. La quadratura del cerchio” edita da Campanotto Editore, per introdurre la collezione: ”La disinvoltura di simili accostamenti e l’eterogeneità delle proposte rispecchia la complessità di sviluppo che il rapporto tra parola e immagine ha visto nell’arte del secondo Novecento, attestando la difficoltà a delineare inquadramenti critici troppo netti per i singoli autori. Molto spesso, infatti, i confini tra le tendenze variamente definite come Poesia Concreta, Poesia Visiva, Nuova Scrittura o Arte Concettuale, si dilatano o si sfaldano, rendendo arduo il tentativo di una precisa classificazione. D’altronde è proprio la natura ‘intermediale ‘della ricerca verbo-visiva a non ammettere chiusure e rigorismi, disponendosi piuttosto all’interferenza, all’ibridazione e alla contaminazione continue.»


Nella project room troviamo inoltre “Io sono qui” un’altra suggestiva mostra di Francesca Lolli regista, attrice e video performer, la cui ricerca artistica si concentra sull’eredità e l’attualità, del movimento femminista e sulla rappresentazione e percezione del corpo femminile. La mostra è articolata su un’installazione fissa centrale e cinque video performances, interpretate dall’artista stessa, tra le quali segnaliamo la suggestiva “Rigenerazione” sul valore rigeneratore della terra, metafora del femminile che accoglie, nutre, protegge. Il complesso del Caos, ospita anche due collezioni permanenti: la Collezione Aurelio de Felice, nella quale troviamo in prevalenza opere novecentesche di autori locali, tra i quali Aurelio De Felice, scultore tra i principali protagonisti del Novecento umbro, e l’interessante pittore “naif” ternano Orneore Metelli, il Museo Archeologico intitolato a Claudia Giontella, un teatro e una caffetteria.
Le mostre “Fuori Pagina” e “Io sono qui” (quest’ultima visitabile con il biglietto della collezione permanente) resteranno aperte fino al 2 ottobre 2022, con i seguenti orari: giovedi-domenica 10-13 e 17-20 presso il Museo Caos, Via Franco Molè 25, Terni.

Andrea Maccio’

Leave a Reply

  • (not be published)