Nella chiesa di San Domenico, si sono svolti stamattina i funerali di Franco Gramigni, detto “Stoppa”, pittore di grande talento, come dimostra la sua opera raffigurante due mani che si stringono.

Come chi si intende di arte sa, le mani sono, infatti, tra i dettagli più difficili da raffigurare e dunque la qualità di quest’opera di Franco Gramigni, dimostra in tutta evidenza, la valenza tecnica di questo artista. Ma lo “Stoppa”, aldilà del suo indubbio valore artistico, era soprattutto un personaggio, simbolo di una Firenze che sta sparendo.

Appassionatissimo di calcio storico tanto che i musici gli hanno rivolto un saluto sui social, dopo la scomparsa, lo “Stoppa”, si era anche ritagliato, quasi per caso, un ruolo nella tifoseria Viola, perchè, portato dalla sua innata simpatia si era messo ad impartire benedizioni scaramantiche ai tifosi, dalla sua finestra prospiciente il Bar Marisa, proprio di fronte allo stadio e storico luogo di ritrovo dei supporters della Fiorentina prima e dopo le partite. Per questa sua simpatica abitudine coincidente più o meno con l’elezione al soglio pontificio di Benedetto XVI, qualcuno lo chiamava addirittura “Stoppa Ratzinger”.

Non potevano quindi mancare, stamattina, ai suoi funerali, alcuni rappresentanti del tifo Viola, in particolar modo quelli del “Porcellino” e degli “Aficionados”, che proprio per la sua simpatia estrema, lo avevano in un certo senso adottato come uno di loro, malgrado l’evidente differenza d’età, tra lo “Stoppa” e la media dei frequentatori della Curva Fiesole.

La cosa non ci meraviglia, perchè si tratta di due storici gruppi, che hanno sempre basato il loro modo di tifare per la Fiorentina, 90 minuti ed anche molto oltre, proprio sulla goliardia ed oggi hanno voluto dimostrare il loro affetto per un pezzo di Firenze, verace, sagace e salace, come se ne vedono sempre meno. Addio “Stoppa”, ci mancherai, come uomo, come artista, come tifoso, ma soprattutto come Fiorentino, anche se sappiamo che dall’alto continuerai a benedirci come sapevi fare tu e chissà che da quella tua tribuna d’onore, tu non possa godere di qualche vittoria degli undici ragazzi in maglia Viola, magari favorita proprio dal tuo rito scaramantico.

Luca Monti

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