Anche a Firenze, come nel resto d’Italia, continuano ad oltranza, ormai, le proteste del fine settimana, contro l’imposizione del green pass.

Nella nostra città le manifestazioni sono cominciate sabato pomeriggio in Santa Maria Novella, con alcuni interventi di operatori sanitari e scolastici che hanno scelto di non sottostare a quello che essi definiscono un ricatto per lavorare ed hanno raccontato le loro esperienze personali.

Dalla piazza i manifestanti, si sono poi mossi in un breve corteo autorizzato quindi senza problemi di sorta.

La domenica, invece, teatro delle proteste, è stata Piazza della Repubblica dove come in un palcoscenico appunto, il collettivo di artisti “Esseri Senza Tempo”, ha inscenato una performance dal vivo, intitolata: “Prove per la creazione di un nuovo futuro spettacolare” alludendo con tale nome, alle presunte manovre del cosiddetto nuovo ordine mondiale, per imporre una “nuova normalità”, fatta di controllo sociale e sempre maggiori restrizioni.

Non a caso, tra un concerto e l’altro, la performance ha replicato un passo delle avventure di Gulliver, prigioniero dei Lillipuzziani, come a dire, alla fine l’umanità riuscirà a liberarsi dalle catene, imposte ad essa da nani e ballerine, che si credono potenti, ma nulla possono contro un “gigante buono”, come Gulliver.

Insomma la protesta, contro il green pass appare lungi dall’essere terminata, anzi sta aumentando per intensità, numero e varietà di forme, spaziando, ormai in ogni ambito della società.

Si ha l’impressione che a manifestare non siano più solo i non vaccinati, ma anche coloro che, pur immunizzati attraverso il siero non accettano tuttavia la logica di una discriminazione, insensata, inutile ed inefficace sul piano sanitario, che appare sempre più come una mera soluzione politica raffazzonata per tentare di gestire in forma autoritaria il Paese prolungando sine die, provvedimenti che anche molti giuristi bollano ormai, come anticostituzionali, in nome di uno stato d’emergenza, del quale non sembra arrivare mai la fine.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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