Un singolare lotto, messo all’incanto online, dalla casa d’aste Bertolami Fine Art, sta scatenando una polemica, anche politica, che sinceramente ci appare senza senso, se non addirittura ipocrita, vista la situazione che l’Italia sta vivendo oggi. Si tratta di un volantino delle Brigate Rosse inerente il sequestro di Aldo Moro, il cui valore documentario e storico, è certamente molto basso, non potendo contribuire in alcun modo, a far luce sui retroscena di quel tragico episodio, come confermato anche da uno dei protagonisti di quel fatto, l’ex brigatista Paolo Persichetti, che ha dichiarato che il lotto all’asta, non è, a suo avviso: “Uno dei nove comunicati originali stampati con la famosa IBM, a testina rotante, in Light Italic, fatti ritrovare a Roma, il 18 marzo 1978, dalle Brigate Rosse, ma un testo ciclostilato di cui esistono centinaia di copie.”

Insomma, se possiamo capire e rispettiamo l’indignazione dei familiari di Aldo Moro, degli agenti della sua scorta trucidati con lui e quella dei familiari delle altre vittime di terrorismo, alle quali certamente questo volantino messo all’asta, riapre vecchie ferite, proprio non riusciamo a capire cosa c’entri la politica, oggi responsabile di una terribile disumanizzazione della società, attraverso discriminazioni senza precedenti, alle quali nessuno si oppone, che si indigna, per la presunta mancanza di eticità, nel mettere all’asta un lotto del genere, come se si dovesse rimuovere persino la memoria storica del recente passato. Certamente non compreremmo e non consiglieremmo di comprare, un lotto del genere, perchè lo troviamo triste, e non rientra nelle nostre preferenze ma veder scendere in campo per quest’asta, il Ministro dei Beni Culturali, al quale ricordiamo sommessamente, che chi non è vaccinato, neanche può accedere ad un museo, unico Paese al mondo, alla faccia della cultura oppure un membro del Copasir, che chiede di sapere come sia finito all’incanto il volantino, anzichè preoccuparsi delle restrizioni anticostituzionali, cui sono sottoposti attualmente milioni di Cittadini, che non hanno commesso alcun crimine, ci sembra veramente un trionfo di ipocrisia. Per la cronaca, la polemica sembra alimentare la corsa al rialzo del lotto, visto che la base d’asta era fissata a 600 Euro e al momento in cui scriviamo, le offerte sono arrivate a 7 Mila 500 Euro e sicuramente saliranno ancora nei prossimi giorni. Non male per un volantino, alla faccia della politica e dei suoi esponenti che se ne occupano a chi sa quale titolo pensando magari, di poter fermare la vendita di un oggetto che come abbiamo visto è privo, o quasi, di valore documentaristico e storico e quindi non necessita di alcun lasciapassare preventivo da parte del Ministero Beni Culturali, a meno che, in quest’epoca dominata dal green pass, la politica non stia pensando, di mettere anche sulle aste, una sorta di bollino di liceità, sui lotti in vendita, così da escludere dal mercato, artisti e/o opere non conformi al pensiero unico dominante.

Luca Monti

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