Ci siamo già occupati, in altro articolo, del sottobosco del potere che parla fiorentino, e che adesso si arricchisce ulteriormente, con la nomina a direttore generale della Banca d’Italia, di Luigi Federico Signorini, già vicedirettore generale della stessa, promosso al vertice, il 13 febbraio scorso, a seguito della nomina a Ministro dell’Economia, di Daniele Franco, suo predecessore in Via Nazionale.

Classe 1955, residente a Grassina, in una villa medicea, Signorini, dopo una brillante carriera scolastica, ed universitaria, culminata con la laurea in economia, a Villa Favard, nel 1979, alla quale ne segue una seconda alla Harvard University intraprende una breve carriera da giornalista, per poi entrare nel servizio studi della Banca d’Italia, a Roma, scalando i vertici dell’istituto di Palazzo Koch, per arrivare oggi, appunto, alla carica di direttore generale. Luigi Federico Signorini, ha un hobby particolare, in quanto colleziona edizioni in altre lingue della Divina Commedia. Da fiorentini, non possiamo che essere orgogliosi di questa nomina, sperando che la Banca d’Italia, possa aiutare maggiormente l’economia del Paese disastrata da anni di politiche di austerità, imposte dall’Europa e quasi affondata dal covid, attraverso scelte che orientino il sistema bancario a sostenere col maggior credito possibile, famiglie ed imprese.

Luca Monti

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