In un mondo che sembra girare alla rovescia come quello che stiamo vivendo, appare sempre più difficile riconoscere il vero dall’illusione, nella quale spesso ci rifugiamo, proprio per sfuggire alla realtà. Ecco che, in questo contesto, si inserisce bene l’arrivo, anche a Firenze, dopo Milano, del Museo delle Illusioni, che va ad ampliare la già vasta offerta museale della nostra città. Il Museo delle Illusioni, che ha trovato spazio in Borgo degli Albizi, nello storico Palazzo Tornaquinci della Stufa, si propone di intrattenere soprattutto le famiglie con bambini che spesso si annoiano, andando in giro per i musei tradizionali, attraverso attività illusionistiche proposte per loro dallo staff. Ma anche gli adulti possono trovare spunti di interesse ammirando opere d’arte, che abbinano alla tecnica la cangianza delle immagini ivi presenti, secondo la corrente stilistica del “mesmerismo” nata negli Stati Uniti e che con l’arrivo del digitale, ha preso sempre più piede e rappresentato nella foto di copertina e a corredo dell’articolo, che mostra due delle opere esposte proprio nello spazio espositivo del nuovo museo fiorentino.

Attenzione però ad identificare il Museo delle Illusioni, come uno spazio del tutto effimero perché, come detto il confine tra realtà ed illusione è spesso sottile, se non addirittura invisibile ed occorre quindi visitare i seicento metri quadri di questo museo, con spirito aperto per scoprire, ad esempio, che anche la scienza che oggi viene eretta a dogma assoluto, simbolo del reale per eccellenza, si è servita nei tempi antichi, per le proprie scoperte, di quelli che oggi agli occhi di noi moderni, possono sembrare appunto dei trucchi da illusionisti, ma che all’epoca erano solo il riflesso, non visto, della realtà. Insomma crediamo che valga la pena visitare questa nuova illusoria realtà, per usare una sorta di ossimoro nell’ambito museale di Firenze.

Luca Monti

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