Con la morte dell’ottantenne Gianfranco, ultimo dei fratelli Castiglioni, si spengono i motori della Cagiva, mitica casa motociclistica varesina, che già nel nome dava l’idea di un’azienda di famiglia, nel segno di quel capitalismo familiare, appunto, che ha caratterizzato il nostro Paese, sino alla fine degli anni ’80. Il nome Cagiva, infatti sta per Castiglioni Giovanni Varese, che era il padre di Gianfranco e di suo fratello Carlo, scomparso nel 2011. Dalla produzione di minuteria metallica, nella quale l’azienda era specializzata i due fratelli Castiglioni, decisero di entrare a tutto gas, nel business motociclistico, quando, nel 1978, rilevarono l’AMF, che era il ramo italiano dell’Harley Davidson, messo in liquidazione fallimentare.

Da quel momento iniziò il successo di vendite delle moto Cagiva, in particolare con le 125 SST, tanto che anche chi scrive, ne possedeva una rigorosamente elaborata, cosa oggi impensabile, con la quale nel 1985, fece un viaggio da Firenze a Parigi, mettendoci tre giorni, affrontando le alpi e un grippaggio a Recco (GE), insieme ad un amico su Vespa Px 150.

Cagiva 125 Sst

Ma sbaglia chi pensasse, soprattutto tra i giovani di oggi, che la Cagiva, fosse solo un marchio di tendenza e non di sostanza. La casa varesina, infatti, con il modello Elefant, sponsorizzato dalla marca di sigarette Lucky Strike, ma col logo Lucky Explorer, per aggirare il divieto dell’epoca, di pubblicizzare marche di tabacco, ha vinto due Parigi – Dakar con Edi Orioli, nel 1990 e nel 1994, quando la gara partiva davvero da Parigi ed arrivava davvero a Dakar, insomma roba seria.

Edi Orioli, in sella alla Cagiva Elefant, con la quale ha vinto due Parigi – Dakar, nel 1990 e nel 1994

Nel motocross, sono stati tre i titoli mondiali marche vinti, e due quelli piloti, tutti nella classe 125 con la Wmx, nel 1985, con Pekka Vehkonen e nel 1986, con Dave Strijbos. La Cagiva, avrebbe potuto portare a casa, il titolo mondiale 125, già nel 1984 con la leggenda del motocross toscano, Corrado Maddii, nato a Levane, che però ebbe la sfortuna di infortunarsi nell’ultima gara ad Ettelbruck, in Lussemburgo, lasciando così la vittoria finale in classifica al suo rivale storico, il parmense Michele Rinaldi, su una Suzuki non ufficiale.

Corrado Maddii, leggenda toscana del motocross, in sella alla Cagiva Wmx 125, con la quale nel 1984, arrivò secondo al mondiale

Senza contare che anche nella velocità la casa varesina, ha dato spesso filo da torcere alle grandi fabbriche giapponesi ed ha avuto fior di piloti, tra i quali il funambolico statunitense Randy Mamola inserito nel 2000, nella hall of fame del motociclismo, pur non avendo mai vinto un titolo mondiale.

Randy Mamola, in sella alla Cagiva 500

Infine dal punto di vista industriale sono da accreditare ai fratelli Castiglioni ed alla loro Cagiva, i rilanci di marchi storici del motociclismo italiano e non solo, quali: Ducati, Morini, MV Agusta ed Husqvarna.

Luca Monti

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