L’Italia, è tra i cinque Paesi dell’Unione Europea che chiedono l’eliminazione delle banconote da 500 Euro.

Gli altri Paesi che hanno aderito a quest’iniziativa, sono: Francia, Spagna, Paesi Bassi e Belgio. Il motivo di questa richiesta, presentata formalmente con l’invio alla Commissione Europea, di un position paper, cioè un documento in cui si sintetizza una presa di posizione su un argomento, per avanzare una serie di richieste, tra le quali, oltre a quella di rendere illegali le banconote da 500 Euro, vi è quella di portare a 5mila Euro, il limite per i pagamenti in contanti, rispetto ai 10mila prospettati dal pacchetto di norme anti-riciclaggio presentato dalla Commissione a luglio, con cui peraltro era stata annunciata la creazione dell’Autorità anti-riciclaggio europea, sarebbe proprio il contrasto a riciclaggio ed evasione fiscale. Tale richiesta di eliminazione delle banconote viola, appare comunque strana, considerando che già dal 2019, La Bce, ha smesso di stamparle e di fatto, sono introvabili, così come anche quelle da 200 Euro, non sono di facile reperibilità. Secondo alcuni analisti finanziari indipendenti e non allineati, vi sarebbero due motivazioni di segno opposto, non dichiarate dietro questa lotta al contante. La prima sarebbe quella di arrivare a sospendere, con una presa di posizione ufficiale della Commissione Europea, anche la convertibilità delle banconote da 500 Euro, con altre di piccolo taglio, ad oggi ovviamente prevista e garantita. In questo modo, le autorità fiscali dei singoli Paesi potrebbero obbligare le banche, a segnalare i clienti che si recano presso i loro sportelli, per il cambio od il versamento delle banconote aprendo accertamenti nei loro confronti. E tale ipotesi, potrebbe rientrare a pieno titolo nella lotta al riciclaggio ed all’evasione fiscale anche se si aprirebbe la questione della sua legittimità, specialmente se si dovesse concretizzare anche l’annesso sequestro delle banconote non più convertibili. La seconda analisi, invece vorrebbe che l’esigenza di eliminare le banconote viola non sia legata al riciclaggio ed all’evasione fiscale, ma tesa a contrastare un altro fenomeno, quello del signoraggio bancario. Si tratta di un fenomeno del quale molti parlano, ma difficile da capire. Secondo coloro che ne teorizzano l’esistenza, l’Euro, sarebbe una moneta a debito, in quanto, a differenza delle valute nazionali preesistenti, non garantirebbe allo Stato una manleva finanziaria, avendo un costo superiore al suo valore nominale. In pratica, le vecchie banconote da 100mila Lire, costavano allo Stato, fra carta, stampa, inchiostro eccetera, una cifra molto inferiore al loro valore nominale e la differenza fra costi e valore nominale della banconota era utilizzabile come manleva economica rappresentando un guadagno per lo Stato, equiparabile a quello proveniente dalla vendita di un qualsiasi prodotto. Nel caso dell’Euro, invece, essendo l’emissione a cura di un ente privato, appunto la Bce, secondo i detrattori della moneta unica, le banconote avrebbero per gli Stati, un costo di emissione superiore al valore nominale, cosa che darebbe impulso e sviluppo al debito pubblico, dovendo gli Stati pagare quel prodotto, più del prezzo di vendita. Ecco quindi che eliminare le banconote di taglio maggiore, oltre al porre un limite alla circolazione di denaro contante, rappresenterebbe un argine importante al signoraggio bancario ed all’aggravarsi del debito pubblico. Quattro dei cinque Paesi, promotori dell’iniziativa, infatti, risultano altamente indebitati, avendo l’Italia raggiunto, alla fine del marzo scorso, il 160% nei confronti del PIL, la Spagna, il 125,2%, il Belgio, il 118,6%, la Francia, il 118% mentre i Paesi Bassi, pur rimanendo molto meno esposti rispetto agli altri quattro Stati, firmatari della proposta appaiono evidentemente preoccupati, sia per la vicinanza etnica e linguistica ad una parte della popolazione belga sia per il fatto che tutta la zona Euro, sempre a fine marzo 2021, ha raggiunto nel suo complesso il 100,5% del PIL. Forse gli Stati, iniziano a non fidarsi più della Bce ed a pretendere la messa al bando, scritta nero su bianco, delle banconote da 500 Euro. Del resto la situazione economica europea, è molto meno rosea di quel che si crede soprattutto considerando che i dati citati sono ufficiali, proveniendo da Eurostat e che l’emergenza sanitaria ci ha messo del suo, bloccando quasi completamente le singole economie nazionali e quindi anche quella sovranazionale. Questa situazione, infine spiegherebbe in modo chiaro ed evidente, il motivo per cui tardano ad arrivare i soldi dall’Europa, per il Recovery Fund, semplicemente perchè potrebbero non esserci e quindi potremmo essere vicini alla fine dell’era Euro.

Luca Monti

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