Paolo Di Gangi, Consigliere nazionale e Responsabile Regione Lazio dell’Associazione di NCC 8PuntoZero, ha diramato un comunicato stampa nel quale rappresenta le perplessità della sua categoria nei confronti del nuovo regolamento comunale di Roma, sui Taxi e gli NCC, ritenendolo discriminatorio nei confronti di questi ultimi. Si tratta dell’ennesima battaglia, nell’ormai pluridecennale guerra che vede su fronti contrapposti le due categorie e che a nostro avviso, da esterni al problema, non avrebbe comunque motivo di essere combattuta, poichè, a ben vedere si tratta di categorie similari, ma non direttamente concorrenti, in quanto gli NCC hanno un tipo di clientela diversa da quella dei tassisti. Ci dispiace quindi vedere due categorie imprenditoriali, dividersi su questioni ideologiche più che pratiche, che tuttavia, parlando di attività produttive, connesse al turismo, non possono non recare danni all’economia del Paese ritardandone la modernizzazione, anche infrastrutturale. Come sarebbe bello vedere tassisti ed NCC, uniti contro le buche di Roma, o le scadenti infrastrutture viarie fiorentine, anzichè divisi per un pugno di Euro parafrasando un celebre film spaghetti western, che ben rende l’idea di questo clima da “Sfida all’Ok Corral”, tra le due categorie.

Ecco il testo del comunicato stampa: “Il 27 maggio 2021 abbiamo assistito alla votazione in Consiglio Comunale di Roma, con conseguente approvazione, del nuovo regolamento comunale TAXI-NCC fortemente voluto dal M5S, partito di maggioranza, che si è presentato compatto nonostante il parere contrario degli altri partiti e dell’avvocatura comunale. La nostra associazione come le altre di categoria, non condivide minimamente il contenuto del nuovo regolamento, ritenendo che esso sia fortemente discriminatorio e vessatorio nei confronti dell’intera categoria NCC. Questo regolamento segue il caso del Comune di Lucca, che poco tempo fa, aveva proposto un regolamento comunale sui servizi pubblici di linea che avrebbe potuto creare non poche difficoltà agli NCC. Tuttavia, a Lucca, siamo riusciti ad intervenire conseguendo il risultato di far ragionare gli amministratori locali su quale doveva essere il loro compito nel regolamentare tali servizi. Qui sotto per dare una spiegazione più tecnica vi aggiungo un piccolo estratto del parere espresso dal nostro studio legale in merito al caso: “Questi, infatti, (NCC) sono già autorizzati al varco ed alla circolazione in forza di legge nazionale la L.21/92, per tale motivo devono semplicemente inviare una comunicazione (ex art. 5 bis l.21/92) al Comune del territorio diverso dal proprio avendo, i singoli comuni, solo potestà a regolamentare tali zone ma nel limite e rispetto di quanto prescritto dalla suddetta legge quadro che, per quel che qui interessa, ha già legittimato, autorizzando gli NCC all’accesso ed alla circolazione in tali aree.” Anche Roma, con questo nuovo regolamento comunale TAXI-NCC, vuole artificiosamente complicare invece che semplificare, la normativa di accesso presso il territorio di Roma Capitale, ai soli NCC di altri Comuni. Già nel 2015 la AGCM, con il parere AS187 si pronunciò in maniera nettamente contraria alla modalità richiesta anche allora, di regolamentare l’accesso in ZTL in maniera discriminatoria nei confronti degli NCC di altri comuni. Questo non solo non porta nessun beneficio ai Cittadini, ma sicuramente crea una distorsione del mercato a scapito degli utenti e va a favore solo di quei pochi operatori con autorizzazione di Roma. Ricordiamo che le autorizzazioni NCC, rilasciate dal Comune di Roma, da dati ufficiali risultano essere poco più di 900, di gran lunga inferiori al fabbisogno della capitale. E ricordiamo pure che Roma, merita più rispetto e non si può tollerare che per salvaguardare l’interesse di pochi, ovvero i titolari delle autorizzazioni capitoline, al fine di mantenere alto il valore delle proprie licenze/autorizzazioni si creino con queste manovre delle distorsioni enormi del mercato a danno di tutti compresa l’immagine della città. Ricordiamo inoltre per dovere di cronaca che persino alcuni consiglieri del M5S, nel corso dell’unica riunione concessa a noi rappresentanti di categoria NCC, si son dichiarati fortemente contrari a questo fenomeno del mercimonio delle licenze comunali. Infatti le licenze o autorizzazioni, dopo essere state acquisite dai titolari al semplice costo di una marca da bollo, passati cinque anni, possono essere rimesse sul “mercato” al costo invece di diverse centinaia di migliaia di euro, a seconda del Comune che le ha emesse, per esempio nel caso dei Taxi è noto che una licenza di Roma, vale intorno ai 150.000 Euro, mentre una di Firenze addirittura il doppio. Ma vi sembra normale una situazione del genere? Le licenze o autorizzazioni vengono rilasciate dai Comuni e gli stessi hanno anche facoltà di revocarle. Quindi in soldoni, il “proprietario” delle stesse è sempre il Comune e non si capisce come si faccia poi a vendere qualcosa di non proprio. In ogni caso, circa un anno fa, la stessa Sindaca Raggi (M5S), dichiarò ufficialmente che la capitale ha bisogno di ben 10.000 licenze Taxi, e 5.000 autorizzazioni NCC. Le stime molto più precise della Regione Lazio, ci dicono invece, che sarebbero circa 9.000 le autorizzazioni presenti sul territorio regionale di cui la gran parte opera su Roma. Ovviamente, non essendo queste autorizzazioni disponibili sul luogo in quanto non vengono emessi bandi di concorso per nuove autorizzazioni da quasi trent’anni, gli operatori per forza di cose le hanno reperite durante gli anni dove è stato possibile. Questa situazione si somma alla già contorta e vessatoria situazione legislativa nazionale del settore del Trasporto Pubblico Non di Linea, fortemente voluta dal M5S, per soddisfare le richieste di interessi della parte Taxi, che mira ormai da tempo all’annientamento della nostra categoria. Il regolamento appena approvato, del quale aspettiamo di avere il testo completo, tra le altre cose sembra che regolerà l’accesso nella ZTL “a tempo”, ma solo per gli NCC di fuori Roma. A quanto pare il Comune di Roma, ad opera del suddetto partito, si renderà colpevole di aver annientato una categoria già in grave dissesto economico dovuto alla situazione pandemica. Infatti, causa Covid-19, il lavoro per migliaia di NCC, che tra l’altro sono in gran parte cittadini romani, è stato praticamente azzerato con prospettive future di ripresa molto vaghe e peraltro ancora lontane. E tutto questo perché? Perché, come al solito invece di governare con spirito di servizio, competenza e larghe vedute anche in funzione di dare i servizi che Roma, meriterebbe si cerca di tirare a campare raggranellando quei consensi che, come in passato, hanno contribuito all’elezione di più di un sindaco/a di Roma. La nostra categoria è stanca di tali soprusi e per questo rivendichiamo il diritto di lavorare ed operare al pari del settore Taxi. L’associazione 8PuntoZero, dopo aver letto il testo finale del Regolamento, si riserva, perciò, insieme alle altre associazioni di categoria, di intraprendere azioni legali, volte a tutelare il lavoro e la dignità di ogni singolo operatore NCC, che ormai da tempo subisce discriminazioni che ne impediscono una normale attività lavorativa.”

Luca Monti

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