La notizia che l’Iphone, per la prima volta in sei anni, è diventato il telefonino più venduto in Cina, non sorprende più di tanto ed ha risvolti non solo economici.

Comincia ad uscire, infatti, l’intesa segreta, firmata nel 2016, tra Tim Cook ceo di Apple ed il Governo di Pechino. Secondo tale intesa vi sarebbe un accordo, teso a favorire la scalata del colosso di Cupertino, nell’immenso mercato cinese, a fronte di investimenti rilevanti nel Paese del Dragone, da parte dell’azienda. Ed infatti, già nel maggio dello stesso 2016, Apple, ha finanziato per un Miliardo di Dollari, la startup cinese Didi Chuxing azienda fornitrice di servizi taxi, simile ad Uber. In cambio il Governo cinese, ha garantito ad Apple, il mantenimento delle chiavi di criptazione per accedere ai dati degli utenti, cosa che è la prima ad essere richiesta, invece a quasi tutte le aziende straniere operanti in Cina. Per contro, Tim Cook, ha accettato la rimozione di ogni contenuto pubblico circolante sui canali controllati da Apple, che risulti in contrasto con gli obiettivi o con le politiche del Partito Comunista Cinese, oltre ad essersi impegnato ad usare più componenti forniti dai produttori cinesi e ad investire su altre aziende cinesi, sembra per un volume complessivo di 275 Miliardi di Dollari, che sono vitali per la Cina, in una fase critica per la sua economia. Non c’è solo l’ormai famoso caso di Evergrande, da tempo appesa ad un filo, infatti, a preoccupare il Governo di Pechino. Finora Evergrande é riuscita a far fronte alle scadenze dei suoi debiti, l’ultima ieri, per un importo di 148,1 Milioni di Dollari, ma in ritardo rispetto alla scadenza naturale e grazie alla vendita di una partecipazione azionaria, in una società di servizi internet la HengTen Networks Group, per 124 Milioni di Euro, che non hanno neanche coperto la totalità della rata pagata. Adesso l’azienda deve correre a cercare due Miliardi di Dollari, che difficilmente potrà trovare, per uscire dallo spettro del fallimento, che trascinerebbe nel baratro tutta l’economia cinese, che come dicevamo non va proprio benissimo, come testimoniano altre due notizie, sempre di ieri, che certificano il pessimo andamento dell’economia del Paese del Dragone. La prima è che, anche Kaisa, la 27esima società immobiliare più grande della Cina, guarda caso, lo stesso settore di Evergrande, è ufficialmente in crisi. La società, che aveva reso noto la scorsa settimana, il fallimento dello swap sul debito da 380 milioni di dollari, ieri ha sospeso le contrattazioni dei suoi titoli alla Borsa di Hong Kong. La seconda notizia, invece riguarda Weibo, il colosso dei social media cinesi, che al suo debutto sempre alla Borsa di Hong Kong, ha chiuso con una perdita del 7,2 per cento, rispetto al valore di emissione, cosa che ovviamente, non rappresenta certo un bel segnale. Insomma potrebbe darsi che Apple, nel gioco economico globale, sia la mela avvelenata per la Cina costretta a mangiarla, per far sopravvivere un’economia di mercato interamente orientata dalle politiche del Partito Comunista Cinese.

Luca Monti

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