In un comunicato stampa, Andrea Asciuti, Consigliere Comunale della Lega prende posizione sui licenziamenti alla Gkn che sono ormai diventati sinonimo di lotta sindacale, a livello nazionale. Ecco il testo del comunicato: “Chiusura stabilimento GKN. La politica deve rispondere con tre soluzioni: Ricollocare,Tagliare le tasse o Nazionalizzare. Dall’inizio del mese di luglio uno degli argomenti più dibattuti, almeno in Toscana, è l’annuncio, da parte della finanziaria internazionale Melrose, della chiusura dello stabilimento “GKN driveline” di Campi Bisenzio, i cui 422 dipendenti hanno ricevuto la brutta notizia del licenziamento, via mail, come se si trattasse della comunicazione di un banale cambiamento di turno lavorativo. Considerando l’indotto collegato alla fabbrica, i posti di lavoro interessati raggiungono la quota di circa 500. In altre parole, altre decine di lavoratori potrebbero a breve precipitare nella disoccupazione. La stessa azienda peraltro, che produce componenti per automobili, ha giustificato il drastico taglio di manodopera con la crisi del mercato automobilistico. Tale motivazione è stata contestata dai sindacati che ritengono non ci si dovrebbe stupire se la finanziaria puntasse, in realtà, a delocalizzare in una Nazione, con il costo del lavoro più basso, come anche è stato contestato il modo brutale di gestire tutta la vicenda. Non è la prima tragica chiusura in Toscana, ed altri lavoratori sono stati, infatti falcidiati dalla crisi, che ormai è internazionale. Abbiamo assistito alle solite grida indignate di diversi politici ma se la politica deve creare le condizioni per lo sviluppo imprenditoriale ed industriale lamentarsi dopo i licenziamenti a cosa serve? A questo punto, cosa si può fare per limitare i danni all’economia ed alle persone? In questo caso è utile richiamare alla mente la storia dello stabilimento GKN. Fino al 1996 lo stabilimento era di proprietà della FIAT ed era situato all’interno della città di Firenze, dalla quale è stato poi trasferito nella zona industriale di Campi Bisenzio, per permettere un suo ampliamento. Lo stabilimento è quindi nato italiano precisamente tra il 1938 ed il 1939, e tale è rimasto per decine di anni, e allora perché non farlo tornare italiano? In qualità di membro della Commissione Comunale “Istruzione, Formazione e Lavoro”, chiedo l’intervento del Governo. In una situazione di emergenza economica, sia lo Stato a comprare e nazionalizzare le aziende oppure, semplicemente, provveda a tagliare le tasse per evitare la fuga di multinazionali e piccole aziende verso altre Nazioni. All’amministrazione fiorentina chiedo invece, laddove è possibile, di ricollocare le persone licenziate per altre destinazioni anche con mansioni differenti. Dopo la preghiera di domenica scorsa, sollecitata dal cardinale Betori, lunedì è stata la giornata della manifestazione in Piazza Santa Croce, alla quale ho partecipato, con la mente e con il cuore ed alla quale, altre ne seguiranno a breve, perché è importante tenere accesi i riflettori su questa vicenda”.

Siamo sicuri che le parole di Asciuti, che individuano soluzioni forti ed impopolari divideranno, in modo dirompente la politica locale, ma allo stesso tempo, contribuiranno appunto, a tenere accese le luci della ribalta su questa vicenda.

Luca Monti

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